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Salute 5 min di lettura8 ore fa

Salute, la piramide dei rischi: l’IA può portarci all’estinzione

Diciassette minacce interconnesse possono compromettere la salute globale entro il 2100: dalla crisi climatica alle pandemie, fino ai pericoli estremi legati a nucleare e intelligenza artificiale.

La salute del pianeta si decide anche nei bilanci pubblici e nelle scelte dei governi. L’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità, avvenuta a gennaio, ha privato l’agenzia del suo principale finanziatore; nello stesso periodo, la riduzione degli aiuti sanitari internazionali mette sotto pressione i programmi destinati ai Paesi più poveri. In questo scenario, l’appello al multilateralismo lanciato da Mario Monti assume un peso particolare.

Monti ha avvertito che un rapporto, da solo, non è sufficiente a modificare la condotta della politica. Il suo impatto, ha spiegato, dovrà passare dall’opinione pubblica, dal mondo della ricerca e dai mezzi di informazione. La posta in gioco è una pianificazione capace di guardare oltre il breve periodo, perché gli effetti delle decisioni attuali possono estendersi fino alla fine del secolo.

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La salute richiede una regia globale

La Lancet Commission on 21st Century Global Threats to Health propone proprio questo orizzonte. Il gruppo, composto da trentacinque membri, ha individuato diciassette minacce legate tra loro e ha stimato quanti anni di vita in buona salute potrebbero andare perduti tra il 2025 e il 2100.

A coordinare il lavoro sono stati Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation dell’Università di Washington, e Natalia Kanem, già alla guida del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione. Il rapporto è stato presentato al World Health Summit di Berlino e pubblicato su The Lancet.

Per confrontare i diversi pericoli, i ricercatori hanno utilizzato i DALY, cioè gli anni vissuti in buona salute persi a causa di decessi prematuri o disabilità. L’analisi ha preso in esame 204 Paesi e territori, mettendo a confronto un’evoluzione favorevole e una sfavorevole per ciascun rischio.


Un osservatorio per i rischi futuri

La Commissione considera catastrofica una minaccia capace di sottrarre almeno un miliardo di anni di vita in salute, purché sia possibile elaborarla attraverso i dati disponibili e vi siano margini concreti per intervenire con decisioni politiche. Da questa impostazione nasce una piramide che ordina i pericoli in base alla loro portata.

Tra le proposte figura la creazione del Lancet Monitor of 21st Century Global Threats to Health, un osservatorio indipendente incaricato di aggiornare ogni anno la valutazione e di includere anche i pericoli emergenti. Il progetto dovrebbe affiancarsi a sistemi sanitari più preparati, con risorse stabili e gruppi dedicati all’anticipazione delle crisi.

La terza direttrice riguarda la ricerca: la Commissione chiede maggiori investimenti su vaccini, antibiotici, terapie contro l’obesità e strumenti utili ad affrontare il cambiamento climatico. Christopher Murray ha sintetizzato la responsabilità dei leader così: «Per ciascuna delle diciassette minacce, le decisioni che i leader prendono oggi plasmeranno la salute e il benessere della prossima generazione».


I rischi estremi sono in cima

Al vertice della piramide compaiono due scenari ritenuti poco probabili, ma potenzialmente capaci di provocare l’estinzione entro il 2100. Il primo è una guerra nucleare, con la conseguente carestia globale provocata dall’oscuramento della luce solare; il secondo riguarda un impiego ostile dell’intelligenza artificiale, compresa la progettazione di armi biologiche con il suo supporto.

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Secondo le stime, scongiurare un conflitto nucleare eviterebbe 133 milioni di morti e la perdita di 9,35 miliardi di anni di vita in salute. La riduzione del rischio associato all’intelligenza artificiale potrebbe invece preservare 10,4 miliardi di anni. L’editoriale pubblicato insieme al rapporto paragona le conseguenze di questi scenari a un’apocalisse.

Monti ha mostrato maggiore prudenza sul fronte nucleare: «Oggi la decisione di lanciare un attacco è circondata da così tanti vincoli culturali, tradizionali e organizzativi che forse il rischio non è così imminente». A suo giudizio, il terreno dell’intelligenza artificiale appare più vulnerabile, perché la rivalità tra le grandi potenze ha ostacolato finora una regolazione condivisa.


Le minacce quotidiane pesano di più

Le perdite potenziali più elevate, tuttavia, derivano da problemi meno spettacolari e già presenti nella vita quotidiana. Interventi efficaci contro l’obesità potrebbero evitare 23,1 miliardi di anni di vita in salute persi entro il 2100; un miglioramento dell’istruzione ne salverebbe 16,1 miliardi, mentre una riduzione delle disuguaglianze economiche ne preserverebbe 13,8 miliardi.

La Commissione considera quest’ultimo risultato paragonabile all’impatto di 25 pandemie di Covid. Anche il contenimento del riscaldamento globale avrebbe effetti rilevanti: mantenere l’aumento della temperatura intorno a 1,8 gradi, invece di arrivare a 4,4, consentirebbe di salvare 1,89 miliardi di anni di vita in salute.

Nella parte restante della mappa compaiono ipertensione, tabagismo, consumo di alcol, disturbi della salute mentale, invecchiamento in condizioni non sane, malnutrizione infantile, resistenza agli antimicrobici, pandemie naturali, inquinamento atmosferico e conflitti convenzionali. Anche il ridimensionamento degli aiuti sanitari internazionali è indicato tra i rischi: nel caso peggiore potrebbe costare fino a 1,5 miliardi di anni di vita in salute, quasi il 70 per cento dei quali nell’Africa subsahariana.

Monti, membro della Commissione, ha definito con ironia la propria presenza nel gruppo: era l’unico componente senza una carriera nel settore sanitario e anche il più anziano. La sua prima riunione coincise con il suo ottantesimo compleanno, un episodio che lo portò a raccontare la sorpresa della famiglia davanti a quell’impegno.

Per l’ex presidente del Consiglio, le crisi contemporanee richiedono decisioni ampie nello spazio e durature nel tempo, mentre i sistemi politici tendono a privilegiare l’immediato. Il rapporto individua quindi un collegamento tra governo, salute mentale e rischi di estinzione: comprendere queste relazioni potrebbe aiutare a spostare l’attenzione dai singoli problemi alla loro origine comune.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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