Sanità, la svolta passa dalle Case di comunità: la sfida dell’accesso
Angelo Tanese, direttore generale di Agenas, invita a trasformare le nuove strutture territoriali in reti di cura più integrate e facilmente raggiungibili.
La sanità italiana attraversa una fase complessa, ma secondo Angelo Tanese non è immobile. Il direttore generale di Agenas ha sottolineato che, dopo gli investimenti e gli interventi realizzati con il Pnrr, esiste l’opportunità di rendere più efficace l’assistenza sul territorio, soprattutto attraverso le Case di comunità.
Il sistema cambia volto sul territorio
Intervenendo a Roma al convegno sul tumore del seno metastatico “Officina #Metastabile”, ospitato nella sede di Agenas, Tanese ha respinto l’idea di un Servizio sanitario nazionale fermo. A suo giudizio, il momento resta delicato per le numerose criticità presenti, ma è caratterizzato anche da una forte trasformazione in corso.
“Non è vero che il Servizio sanitario è fermo, in realtà si sta muovendo moltissimo”, ha affermato Tanese durante l’incontro. Il direttore generale ha collegato questa fase alla possibilità di compiere un passo avanti dopo il grande impegno realizzativo legato al Pnrr, senza ignorare le difficoltà che ancora interessano il sistema.
Le strutture ora devono diventare percorsi
Secondo Tanese, negli ultimi due anni è cambiata la distribuzione dei servizi dedicati ai cittadini. La fase successiva consiste nel rendere operative le infrastrutture costruite, così da migliorare l’accessibilità, la presenza capillare e l’integrazione dei percorsi assistenziali.
“Adesso sta a noi trasformare le Case di comunità e tutte le infrastrutture che abbiamo costruito in qualcosa che renda più accessibile, capillare e più integrato il percorso di cura”, ha spiegato il direttore generale di Agenas. Il passaggio indicato riguarda quindi l’organizzazione concreta dei servizi, oltre alla realizzazione degli edifici e delle strutture.
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Oncologia, innovazione e accesso
Il tema dell’accesso è stato affrontato anche in relazione alle pazienti con tumore del seno metastatico. Tanese ha osservato che i progressi farmacologici e clinici devono essere accompagnati da una migliore organizzazione dell’assistenza, perché la disponibilità di nuove opportunità terapeutiche non garantisce automaticamente la possibilità di usufruirne in modo semplice e uniforme in ogni area del Paese.
In questo quadro, Agenas intende affiancare le Regioni nello sviluppo delle reti oncologiche e nella valutazione dei risultati ottenuti. L’obiettivo indicato da Tanese è verificare gli esiti dei percorsi su scala nazionale, collegando l’innovazione delle cure a una presa in carico più coordinata delle pazienti.
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