Salute, Colao chiede prevenzione quotidiana a tutte le età
Al forum di Napoli, la docente indica alimentazione, movimento, ritmi regolari e relazioni come strumenti per stare bene.
Annamaria Colao ha chiesto di trasformare la prevenzione in un comportamento quotidiano, valido dall’infanzia alla terza età.
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Medici aggiornati sulle nuove cure
Intervenuta all’Health Journalism Forum dell’ospedale Cardarelli di Napoli, la docente ha richiamato anche i doveri degli operatori sanitari davanti all’evoluzione di terapie, diagnosi e protocolli. La medicina cambia rapidamente e chi lavora nella sanità deve continuare a studiare per poter utilizzare correttamente le innovazioni.
Secondo Colao, la preparazione non può fermarsi alla conoscenza generale delle patologie. Il professionista deve adattare ogni soluzione alla persona assistita, perché, come ha spiegato, «non esiste la malattia, esiste una persona che porta con sé una malattia». La competenza consiste dunque nel tradurre le novità scientifiche in decisioni appropriate per ciascun paziente.
Abitudini utili a ogni età
La prevenzione, ha osservato la vicepresidente del Consiglio superiore di sanità, non perde valore con il passare degli anni. Alimentazione equilibrata, attività fisica, rispetto dei ritmi biologici e rinuncia a fumo, alcol, droghe e uso improprio dei farmaci restano indicazioni valide anche dopo i 65 anni.
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Colao ha inoltre richiamato il valore della convivialità e della vita familiare, associandole al modello mediterraneo. Condividere i pasti può contribuire a ridurre lo stress, considerato tra i fattori che incidono sull’insorgenza delle malattie. La sua proposta è stata sintetizzata così: «La prevenzione va intesa come un’educazione alla salute che ognuno di noi dovrebbe praticare ogni giorno della propria vita».
Informare prima delle emergenze
Nel corso della seconda edizione del forum, dedicata al rapporto tra informazione e prevenzione, Colao ha sostenuto la necessità di coinvolgere la popolazione attraverso un’educazione sanitaria continuativa. I risultati delle scelte preventive, infatti, non sono immediati e questo rende più difficile mantenere nel tempo comportamenti corretti.
La docente dell’Università Federico II di Napoli, titolare della Cattedra Unesco “Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile”, ha invitato a non concentrarsi soltanto su intelligenza artificiale, strumenti digitali e rapidità delle cure. Anche il recupero di abitudini sociali e alimentari del passato, ha detto, può offrire un contributo alla tutela della salute.
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