Liste d'attesa, Coscioni chiede commissari e dati pubblici
L'associazione segnala oltre quattro milioni di prenotazioni fuori garanzia e un'ampia quota di ricette senza seguito
L'Associazione Luca Coscioni ha chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci e ai vertici di Agenas interventi urgenti sulle liste d'attesa. Tra le proposte figurano commissari straordinari nei casi più gravi e la pubblicazione di nuovi dati sulla sanità sommersa.
Secondo l'associazione, il bollettino nazionale aggiornato al 30 settembre 2026 mostra oltre quattro milioni di prenotazioni fissate oltre i tempi previsti dalle garanzie. I miglioramenti percentuali indicati da Agenas, sostiene la nota, non rappresenterebbero l'intera dimensione del problema.
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Le richieste su dati e controlli
Nella lettera, firmata dalla segretaria nazionale Filomena Gallo e da Marcello Crivellini, esperto di analisi e organizzazione dei sistemi sanitari al Politecnico di Milano, viene chiesta la nomina di commissari ad hoc dove persistano situazioni gravi e il blocco illegittimo delle agende.
L'associazione propone inoltre di affidare ad Agenas la pubblicazione degli indicatori relativi alle ricette che non arrivano alla prenotazione. Chiede anche l'accesso ai dati storici del sistema Tessera Sanitaria, così da confrontare le prescrizioni emesse con le prenotazioni realmente effettuate.
Le ricette che non diventano visite
Uno dei dati indicati nella denuncia riguarda circa la metà delle ricette mediche: secondo l'associazione, non si trasformerebbe in una prenotazione nel Servizio sanitario nazionale. Il divario, già richiamato dalla Corte dei conti, potrebbe riflettere sia la rinuncia alle cure sia il ricorso a prestazioni private a pagamento.
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Per la Coscioni, le statistiche rischiano quindi di considerare soltanto chi riesce a entrare nel percorso di prenotazione, lasciando fuori chi non trova posto o interrompe la ricerca di una prestazione.
I cinque problemi indicati
Oltre alla quota di ricette senza seguito, l'istanza individua l'uso improprio dei codici di priorità, la scarsa trasparenza delle aziende sanitarie, il blocco delle agende e la mancata applicazione delle sanzioni. L'associazione segnala anche la limitata conoscenza degli strumenti di tutela disponibili per i cittadini.
Nella lettera si critica la crescita, dal 2004, di sigle, piattaforme e organismi accompagnata, secondo i firmatari, dall'assenza di verifiche concrete a protezione del diritto alla salute previsto dall'articolo 32 della Costituzione. La richiesta è che la valutazione del Servizio sanitario nazionale tenga conto anche di chi resta escluso dalle liste e rinuncia a curarsi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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