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Salute 2 min di lettura3 ore fa

Radiologia, la svolta passa dal lavoro di squadra: cosa cambia

Al 52° Congresso nazionale Sirm arriva una sessione dedicata ai tecnici, mentre radiologi e Tsrm rilanciano il confronto su qualità, sicurezza e nuove tecnologie.

La trasformazione della radiologia richiede un coinvolgimento pieno di tutte le professionalità impegnate nel percorso diagnostico. È questo il messaggio ribadito in vista del 52° Congresso nazionale Sirm di Milano, dove per la prima volta i tecnici sanitari di radiologia medica avranno una sessione scientifica autonoma.

Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm, considera l’appuntamento l’avvio di un percorso destinato a proseguire nel tempo. «Medico radiologo e tecnico di radiologia costituiscono un binomio indissolubile», ha affermato, spiegando che il rafforzamento del rapporto dovrà tradursi in nuovi documenti, procedure e linee guida condivise.

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Un’intesa che entra nella ricerca

La collaborazione tra le due professioni non resterà dunque confinata all’attività quotidiana nei reparti. L’obiettivo è portare il confronto anche nei contesti dove si definiscono gli indirizzi scientifici e organizzativi della diagnostica per immagini, così da rendere più chiari e omogenei i riferimenti per gli operatori.

Secondo Gandolfo, ruoli distinti e rispetto delle rispettive competenze devono procedere insieme. La presidente Sirm ha inoltre sottolineato che digitalizzazione, tecnologie emergenti e teleradiologia stanno modificando l’organizzazione dei servizi, rendendo necessario mantenere un collegamento costante tra medico e tecnico anche quando operano in luoghi diversi.


Settanta milioni di esami ogni anno

Nel sistema sanitario italiano si effettuano circa 70 milioni di esami radiologici all’anno. Un volume di questa portata rende centrale il coordinamento tra chi interpreta i risultati e chi cura gli aspetti tecnici dell’acquisizione delle immagini.

La diagnostica per immagini rappresenta infatti un passaggio decisivo nei percorsi di cura. Qualità delle prestazioni e tutela dei pazienti dipendono anche dalla chiarezza delle responsabilità e dalla capacità delle diverse figure di lavorare verso obiettivi comuni, senza sovrapporre le funzioni.

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Ruoli diversi, stesso obiettivo

Diego Catania, presidente della Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, ha indicato nella condivisione delle azioni il principale punto di forza dell’intesa. Il nuovo impulso dovrebbe concretizzarsi in documenti, linee guida, circolari e indicazioni comuni, oltre che in una presenza più incisiva nei luoghi dove vengono assunte le decisioni professionali.

Carmela Galdieri, presidente Tsrm, Tecnici sanitari di radiologia medica, ha ricordato l’evoluzione formativa, scientifica e tecnologica della categoria. Al tecnico spettano gli aspetti legati all’esecuzione degli esami: applicazione dei protocolli, regolazione dei parametri di acquisizione, ottimizzazione delle immagini e rispetto delle norme di radioprotezione e sicurezza.


Teleradiologia tra opportunità e vincoli

La teleradiologia può offrire un supporto alle aree disagiate, alle strutture con esigenze specifiche e alla gestione delle emergenze. Il suo impiego, però, deve avvenire nel rispetto della normativa e con garanzie adeguate per pazienti e operatori sanitari.

Anche a distanza, hanno evidenziato i promotori dell’iniziativa, il medico radiologo e il tecnico restano inseriti nello stesso processo. Per questo sono indispensabili comunicazione continua, procedure definite e una netta attribuzione dei compiti.

La presentazione della collaborazione rinnovata si è svolta a Milano, nella sede nazionale della Società italiana di radiologia medica e interventistica (Sirm). L’iniziativa punta a consolidare sul piano scientifico e organizzativo un rapporto già radicato nella pratica clinica, con un beneficio atteso sull’efficienza e sulla sicurezza dell’intero percorso diagnostico.

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