Tumore al seno, lo screening non raggiunge 4 donne su 10
L’indagine di Salute Donna Odv segnala forti differenze territoriali: al Sud sette donne su dieci non ricordano di aver ricevuto l’invito alla mammografia.
Per Anna Maria Mancuso, presidente di Salute Donna Odv, ridurre le distanze territoriali richiede inviti più chiari, comunicazioni facilmente comprensibili e maggiore elasticità nella gestione degli appuntamenti. A queste misure, ha spiegato, devono affiancarsi interventi strutturali per ampliare l’accesso alla prevenzione e individuare prima il tumore della mammella.
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La prevenzione resta diseguale
Un ulteriore miglioramento dei risultati oncologici potrebbe avere conseguenze rilevanti. Vanessa Cattoi ha richiamato una stima dell’Ocse secondo cui, se l’Italia raggiungesse i livelli di sopravvivenza più elevati registrati nei Paesi dell’Ocse e dell’Unione europea grazie a screening, diagnosi e terapie più efficaci, si potrebbe scongiurare una morte oncologica prematura ogni sei.
La deputata ha inoltre assicurato che il confronto tra istituzioni, professionisti e associazioni continuerà, con l’obiettivo di rendere la prevenzione più accessibile e omogenea sull’intero territorio nazionale. Il tema è stato affrontato alla Camera dei Deputati durante un incontro dedicato alle priorità della politica sanitaria.
L’invito alla mammografia spesso manca
I risultati raccolti da Salute Donna Odv su 2mila donne mostrano che il 40% non ha mai ricevuto una comunicazione per partecipare allo screening mammografico. La quota cresce fino al 70% nel Mezzogiorno, segnalando una frattura particolarmente ampia rispetto alle altre aree del Paese.
Tra coloro che hanno ricevuto l’invito, il 73% afferma di aver effettuato l’esame. Anche l’adesione presenta però differenze marcate: si passa dall’80% rilevato al Nord al 69% del Centro, mentre il dato scende al 54% nel Sud e al 53% nelle Isole.
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Chi rinuncia non è disinteressato
L’assenza di partecipazione non coincide necessariamente con un rifiuto della prevenzione. Il 59% delle donne che non ha aderito ha spiegato di essersi sottoposta autonomamente alla mammografia in tempi recenti; soltanto il 3% ha indicato un disinteresse esplicito per il programma.
Questi numeri sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa promossa da Vanessa Cattoi, che coordina l’intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”, insieme alla rete “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, formata da 50 associazioni di pazienti. L’appuntamento si è svolto durante Ottobre rosa, il periodo dedicato alla sensibilizzazione sul tumore al seno, ed è servito a rilanciare il ruolo della prevenzione e dell’individuazione tempestiva della malattia.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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