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Salute 2 min di lettura4 giorni fa

Pronto soccorso, l’allarme di Vaia: stop alle aggressioni e più tutele

Vaia chiede di fermare la violenza nei pronto soccorso e invita istituzioni e personale a rafforzare organici, stipendi e attenzione al paziente.

L’ascolto, una parola in più e anche un semplice sorriso possono pesare molto nel rapporto con chi arriva in ospedale. È questo il richiamo finale di Francesco Vaia, che invita i professionisti dell’emergenza a non perdere il lato umano del lavoro, pur dentro turni e situazioni difficili.


Il nodo più urgente è la violenza

Vaia mette subito un paletto netto: nessuna frustrazione, nessun senso di torto subito può trasformarsi in aggressione. Nel suo intervento sui social, lancia un messaggio diretto contro gli episodi che colpiscono soprattutto i pronto soccorso.

Secondo il componente vicario dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, la violenza va respinta sempre. Il suo appello arriva mentre il dibattito sulle emergenze ospedaliere torna a farsi più acceso, anche per le pressioni che stanno investendo le strutture sanitarie.


Personale sotto stress e poco riconosciuto

Nel video, Vaia lega il tema delle aggressioni a quello delle condizioni di chi lavora nei reparti di emergenza. Parla di operatori spesso messi sotto forte stress e retribuiti in modo insufficiente, una combinazione che secondo lui merita maggiore attenzione.

Per questo chiede che il personale del settore venga valorizzato davvero. Ricorda inoltre il percorso già avviato e sostiene che debba essere portato avanti fino in fondo, con un riconoscimento più adeguato per medici, infermieri e altri professionisti.


Le richieste al sistema sanitario

L’ex direttore generale del ministero della Salute e dell’Inmi Spallanzani di Roma chiede un intervento sia a livello nazionale sia regionale. Nella sua visione, servono più organici, stipendi migliori e maggiori soddisfazioni professionali per chi lavora nell’emergenza.

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Vaia insiste anche su un altro punto: la fine della presenza dei gettonisti come soluzione strutturale. A suo giudizio, il sistema deve mettere gli operatori nelle condizioni di lavorare meglio, evitando che l’emergenza resti un settore vissuto come provvisorio o poco tutelato.


L’appello diretto ai sanitari

Nella parte conclusiva del messaggio, Vaia si rivolge agli stessi professionisti. Riconosce che affrontano situazioni pesanti e, in alcuni casi, anche aggressioni, ma li invita a non rinunciare alla relazione con il paziente.

La sua idea è che un atteggiamento più attento possa cambiare molto. Per questo richiama l’importanza di gesti semplici ma decisivi, come un sorriso, una parola aggiunta o un ascolto più accurato, considerati da lui parte della terapia stessa.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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