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Salute 2 min di lettura7 ore fa

Prevenzione, 238 milioni l’anno e screening più ampi: cosa cambia

Il ministro Schillaci rilancia il ruolo della prevenzione tra nuovi programmi nazionali, diagnosi anticipate e una maggiore uniformità degli interventi regionali.

La prevenzione sanitaria entra nella legge di bilancio 2026 con uno stanziamento di 238 milioni di euro all’anno. La misura si affianca all’ampliamento delle fasce d’età coinvolte nei controlli per il tumore della mammella e per quello del colon retto, con l’obiettivo di individuare prima eventuali patologie e aumentare le possibilità di intervento.


Più risorse per anticipare le malattie

A indicare le priorità del governo è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto con un videomessaggio all’iniziativa “Fism for people - Facciamo germogliare la prevenzione”, organizzata a Cagliari dalla Federazione delle società medico-scientifiche italiane. Nel suo intervento ha ribadito che la tutela della salute deve iniziare prima della comparsa dei sintomi, attraverso stili di vita corretti e azioni capaci di limitare l’insorgenza delle malattie croniche.

Parlando degli screening, Schillaci ha sottolineato: «Individuare un problema di salute nella sua fase iniziale può davvero modificare le possibilità concrete di cura e guarigione». Il ministro ha inoltre definito i 238 milioni annui destinati alla prevenzione un segnale concreto dell’attenzione riservata a questo settore.


Un piano comune per le Regioni

Nel maggio scorso il governo ha adottato il Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, documento destinato a orientare gli interventi sull’intero territorio italiano. La strategia punta a ridurre le differenze tra le Regioni, fissando traguardi condivisi e rafforzando i finanziamenti disponibili.

Il programma si sviluppa secondo l’impostazione “One Health”, che considera collegati la salute delle persone, le condizioni ambientali e il clima. Tra gli ambiti indicati da Schillaci figurano le malattie croniche non trasmissibili, le dipendenze e le patologie infettive, insieme agli effetti che l’ambiente può avere sul benessere della popolazione.

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Informazione e responsabilità condivisa

Per rendere efficaci le politiche di prevenzione, secondo il ministro non bastano le risorse economiche. I cittadini devono ricevere informazioni corrette ed essere messi nelle condizioni di partecipare consapevolmente alle decisioni che riguardano la propria salute.

In questo percorso, ha spiegato Schillaci, le società medico-scientifiche hanno un compito centrale: la solidità delle prove disponibili e la preparazione degli operatori costituiscono la base per diffondere messaggi sanitari attendibili. Il ministro ha apprezzato anche il collegamento creato a Cagliari tra il confronto scientifico e le attività rivolte direttamente alla cittadinanza.

La conclusione del videomessaggio ha richiamato il coinvolgimento di istituzioni, professionisti, università, comunità scientifica e singole persone. «La prevenzione è una responsabilità condivisa», ha affermato Schillaci, indicando nell’alleanza tra questi soggetti la strada per rendere il Servizio sanitario nazionale più capace di proteggere la salute durante tutte le fasi della vita.

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