5.000Lettori online ora
Salute 3 min di lettura6 giorni fa

Polmoni e diagnosi tardive: il nodo che arriva in Senato

A Palazzo Giustiniani un confronto su Bpco, asma e prevenzione mette al centro il ritardo delle diagnosi e il ruolo di pediatri, specialisti, pazienti e ricerca.

Alla vigilia del 25 settembre, data della Giornata mondiale del polmone, il dibattito sulle malattie respiratorie entra in Senato con un obiettivo preciso: spostare l’attenzione dalla sola cura alla prevenzione e all’individuazione precoce. Il convegno si tiene nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani e prende le mosse dall’iniziativa del senatore Marco Scurria.

Il titolo scelto per l’incontro, «Articolo 32: il diritto di respirare. Le sfide delle malattie respiratorie tra clinica e politiche sanitarie», riassume il punto centrale della giornata: la salute del respiro viene considerata un diritto da proteggere prima che la patologia si manifesti. Attorno al tavolo siedono esperti, società scientifiche, istituzioni e associazioni di pazienti.


La sottodiagnosi pesa sui numeri

Le malattie respiratorie vengono descritte come una priorità di sanità pubblica, perché incidono su mortalità, disabilità e qualità della vita. Il caso più evidente è la broncopneumopatia cronica ostruttiva: in Italia riguarda circa 3,5 milioni di persone, pari al 5,6% della popolazione adulta secondo Simg 2025.

Eppure, i dati raccolti nella medicina generale raccontano una realtà più bassa, ferma al 2,7% di prevalenza clinica registrata. Questa differenza richiama il problema della sottodiagnosi, che rende più difficile intercettare in tempo molti pazienti. Anche l’asma resta una questione rilevante: l’Organizzazione mondiale della sanità la indica come la malattia cronica più comune tra i bambini nel mondo.


Dall’infanzia alla gravidanza, la prevenzione cambia tutto

Sul versante pediatrico, Francesco Chiarelli sottolinea il peso dei primi anni di vita, quando il sistema immunitario respiratorio è ancora in formazione. In quella fase, afferma, il pediatra diventa una figura di riferimento essenziale. Infezioni ricorrenti e esposizione agli inquinanti possono interferire con uno sviluppo non ancora concluso, con effetti che possono riflettersi anche nell’età adulta.

Un altro passaggio riguarda il ruolo del surfattante polmonare, definito da Giuseppe Marchese come centrale per la salute respiratoria non soltanto nei prematuri. Il polmone, ricorda il pediatra di famiglia, continua a maturare nei primi anni anche sul piano immunologico, e proprio per questo diventa importante riconoscere presto le situazioni di rischio.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

La prevenzione, però, non comincia solo dopo la nascita. Vittorio Unfer richiama l’attenzione sulla gravidanza, spiegando che il polmone è tra gli ultimi organi a completare la maturazione e che la corretta composizione del surfattante è decisiva alla nascita. Il parto pretermine, aggiunge, aumenta la possibilità di distress respiratorio, mentre alcune condizioni materne, tra cui il diabete gestazionale, possono ostacolare lo sviluppo polmonare fetale.


La sfida è arrivare prima della malattia

Andrea Vianello lega il confronto in Senato a un cambio di paradigma che considera ormai necessario: passare da una medicina che interviene quando il quadro è già evidente a un approccio capace di prevenire o quantomeno di cogliere le fasi iniziali della malattia respiratoria. È questo, per il direttore della Uoc di Fisiopatologia dell’Azienda ospedaliera-università di Padova, il salto più importante da compiere.

Nel dibattito trova spazio anche la voce dei pazienti, chiamata a riportare al centro l’esperienza quotidiana di chi convive con una patologia cronica e con le sue ricadute su autonomia e qualità della vita. Stefano Pavanello ribadisce che il percorso deve essere accompagnato dall’inizio alla fine, con diagnosi tempestive, cure adeguate e continuità assistenziale.

Il capitolo finale riguarda la ricerca. Maria Caterina Turco osserva che negli ultimi anni la scienza ha fatto progressi importanti nella comprensione e nel trattamento delle malattie respiratorie, ma la sfida resta tradurre queste conoscenze in soluzioni concrete. L’obiettivo della ricerca traslazionale, spiega, è ridurre il tempo che separa i risultati scientifici dall’arrivo di terapie più mirate ed efficaci nella pratica clinica.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere