Peste polmonare, il punto di Broccolo: contagio basso ma serve agire presto
Il virologo distingue la forma polmonare da quella bubbonica e sottolinea l’assenza di un vaccino specifico, oltre all’importanza di diagnosi e trattamento tempestivi.
Il rischio legato alla peste polmonare non dipende soltanto dalla sua gravità, ma anche dalla possibilità di trasmissione tra persone. Francesco Broccolo, intervenuto a Tgcom24, ha spiegato che il contagio resta contenuto, mentre la rapidità di diagnosi e cura è decisiva per ridurre gli esiti più severi.
La trasmissione resta contenuta
Secondo il virologo, la forma polmonare si distingue da quella bubbonica soprattutto per la capacità di passare da un individuo all’altro. «La peste bubbonica non è trasmissibile da uomo a uomo, mentre questa sì», ha osservato Broccolo durante l’intervento televisivo.
La preoccupazione per la variante polmonare è quindi legata alla trasmissibilità, ma l’indice R0 indicato dall’esperto rimane basso. Broccolo lo ha descritto come inferiore a quello del morbillo, stimato tra 1 e 3, e ha utilizzato questo elemento per ridimensionare il timore di una diffusione ampia.
Diagnosi e terapia sono decisive
Rispondendo anche alle preoccupazioni espresse da Donald Trump, Broccolo ha ricordato che gli antibiotici normalmente impiegati risultano efficaci contro la malattia. Il margine d’intervento, tuttavia, è ristretto: secondo quanto riferito dal virologo, senza trattamento entro 48 ore la polmonite può risultare letale nel 100% dei casi.
Quando la terapia viene somministrata, la trasmissibilità si riduce e la letalità, sempre secondo la valutazione riportata da Broccolo, può arrivare al 50%. L’esperto ha però sottolineato che riconoscere rapidamente l’infezione non è semplice, anche perché gli strumenti diagnostici spesso non la individuano: la malattia, ha spiegato, non risulta sempre presente nei relativi archivi.
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Manca un vaccino specifico
Un ulteriore elemento di difficoltà riguarda la prevenzione. Per la peste polmonare non è infatti ancora disponibile un vaccino, mentre una protezione vaccinale esiste per la forma bubbonica.
Broccolo ha collegato proprio questa carenza alla difficoltà di contenere rapidamente la malattia. La gestione dipende dunque dall’identificazione precoce del caso e dall’avvio tempestivo del trattamento, pur in presenza di una trasmissibilità descritta come bassa.
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