Depressione adulta, il segnale che arriva dalla corsa giovanile
Un monitoraggio australiano durato 34 anni collega una migliore capacità cardiorespiratoria nell’infanzia a una minore probabilità di depressione, con un’associazione più marcata nelle donne.
La buona forma fisica non dimostra da sola di proteggere dalla depressione: i dati indicano soltanto un’associazione tra le prestazioni motorie giovanili e la salute mentale degli anni successivi. La depressione, ricordano gli autori, dipende da fattori biologici, psicologici e sociali diversi, anche se la condizione fisica può rappresentare un elemento modificabile nelle strategie di prevenzione.
Il legame si attenua ma non scompare
L’associazione è emersa con maggiore chiarezza nei 5-10 anni successivi alle prime valutazioni svolte durante l’infanzia e l’adolescenza. In seguito il possibile effetto favorevole si è ridotto, senza però scomparire completamente nel corso dei 34 anni di osservazione.
Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che una capacità cardiorespiratoria più elevata da giovani potrebbe essere collegata a una minore probabilità di depressione anche dopo la conclusione della crescita. Il rapporto osservato non consente tuttavia di stabilire un nesso diretto di causa ed effetto.
Donne più sensibili all’associazione
Il vantaggio apparente legato alla forma cardiorespiratoria è risultato più consistente tra le donne, gruppo che nel corso della vita presenta anche una maggiore esposizione alla depressione. Il dato va interpretato come una correlazione statistica e non come la prova che una migliore prestazione fisica impedisca l’insorgenza del disturbo.
La ricerca ha seguito oltre 1.000 bambini dal 1985 al 2019. Il lavoro, coordinato da Kyle Smith e realizzato da studiosi dell’Università di Adelaide e del Menzies Institute for Medical Research in Australia, è stato pubblicato sul Journal of Affective Disorders.
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Una corsa più rapida fa la differenza
Tra le prove utilizzate per stimare la condizione fisica c’era una corsa di 1,6 chilometri, affiancata dal salto in lungo da fermo. Un gruppo più ristretto ha svolto anche esercizi in bicicletta e test per valutare la forza della presa.
I partecipanti con i tempi migliori nella corsa, considerata un indicatore della capacità cardiorespiratoria, hanno mostrato un rischio relativo di depressione in età adulta più basso del 15%. In termini medi, il risultato era associato a un tempo di percorrenza inferiore di circa 1 minuto e 15 secondi rispetto al valore medio registrato nel gruppo.
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