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Salute 1 min di lettura1 ora fa

Tennis, il prezzo degli scatti: perché il fisico va sotto pressione

Frenate, ripartenze e torsioni si ripetono migliaia di volte durante una partita, creando per gli atleti un carico fisico diverso da quello della maratona.

Nel tennis agonistico la fatica non nasce soltanto dalla durata dello scambio o dal numero di chilometri percorsi. A mettere alla prova il corpo è soprattutto la continua alternanza di movimenti esplosivi, arresti improvvisi e cambi di direzione.


Il corpo non corre soltanto

La prestazione di un tennista si costruisce attraverso una sequenza incessante di accelerazioni e frenate. Ogni punto richiede di ripartire, arrestarsi e ritrovare rapidamente l’equilibrio prima del colpo successivo.

È una dinamica molto diversa da quella della maratona, dove lo sforzo è legato soprattutto alla continuità della corsa. Nel tennis, invece, il fisico deve gestire una combinazione di sollecitazioni brevi e ripetute, distribuite per tutta la partita.


Migliaia di torsioni a partita

A rendere ancora più impegnativo il gesto sportivo contribuiscono le torsioni. Il corpo cambia assetto di continuo mentre l’atleta cerca la posizione giusta per colpire la palla, accompagnando ogni azione con una nuova frenata o una nuova partenza.

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Ripetuti migliaia di volte nello stesso incontro, questi movimenti rappresentano un carico significativo per il fisico degli sportivi. È questo accumulo di gesti, più che un’unica azione, a spiegare quanto il tennis agonistico possa risultare logorante per il corpo.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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