Meningiomi, la risonanza può svelare consistenza e grado
La ricerca della Neurochirurgia dell’Università di Sassari, pubblicata su Neurosurgical Focus, studia come ricavare dalle immagini dati utili prima dell’operazione.
Conoscere in anticipo il grado biologico e la consistenza di un meningioma potrebbe offrire al neurochirurgo elementi aggiuntivi per preparare l’intervento. È questa la prospettiva indicata da uno studio coordinato a Sassari, che ha esaminato il contributo delle immagini di risonanza magnetica alla valutazione dei tumori intracranici.
Le immagini aggiungono dati preziosi
La consistenza della lesione non è un dettaglio secondario: può condizionare la scelta della strategia operatoria, gli strumenti da impiegare e la difficoltà della rimozione. Il problema assume particolare rilievo quando il meningioma si trova vicino a nervi o vasi sanguigni delicati.
Anche il grado istologico è centrale per definire le caratteristiche del tumore. I risultati della ricerca suggeriscono che alcune informazioni sulla biologia della lesione e sulla sua possibile consistenza possano essere raccolte già nella fase precedente all’operazione, attraverso un’analisi più approfondita degli esami disponibili.
La radiomica oltre l’osservazione visiva
Il lavoro si basa sulla radiomica, un approccio che trasforma le immagini radiologiche in parametri numerici. In questo modo vengono esaminati anche elementi non immediatamente distinguibili con la sola valutazione a occhio delle scansioni.
Nel caso della risonanza magnetica, le immagini racchiudono infatti numerosi segnali relativi alla struttura del meningioma. L’elaborazione mirata di questi dati può quindi contribuire a descrivere la lesione con maggiore precisione, mettendo in relazione le caratteristiche osservate con il grado del tumore e con la sua consistenza durante l’intervento.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Dalla ricerca di Sassari alla pubblicazione
L’indagine ha preso in considerazione una serie consecutiva di meningiomi intracranici. L’obiettivo era capire quali informazioni supplementari potessero essere ricavate prima dell’operazione per integrare la valutazione del tumore.
Il coordinamento è stato affidato a Sabino Luzzi, professore ordinario di Neurochirurgia dell’Università di Sassari e direttore della Struttura complessa di Neurochirurgia dell’Aou di Sassari. Il lavoro, intitolato in italiano “Radiomica della risonanza magnetica a diffusione nei meningiomi: correlazioni tra grado tumorale e consistenza intraoperatoria”, è apparso su Neurosurgical Focus, rivista internazionale di neurochirurgia e pubblicazione ufficiale dell’American Association of Neurological Surgeons.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Peste polmonare, il punto di Broccolo: contagio basso ma serve agire presto
Il virologo distingue la forma polmonare da quella bubbonica e sottolinea l’assenza di un vaccino specifico, oltre all’importanza di diagnosi e trattamento tempestivi.
Tennis, il prezzo degli scatti: perché il fisico va sotto pressione
Frenate, ripartenze e torsioni si ripetono migliaia di volte durante una partita, creando per gli atleti un carico fisico diverso da quello della maratona.
Meningiomi, la risonanza può anticipare due caratteristiche
La radiomica applicata alle immagini diagnostiche offre nuovi elementi sul grado del tumore e sulla sua consistenza prima della chirurgia.
Ebola, il Kenya registra la prima vittima: 28 persone sotto controllo
L’uomo è morto dopo il trasferimento in ospedale a Nairobi; avviata la ricerca dei familiari e dei passeggeri entrati in contatto con lui.