Peste in Russia, il nodo dei 200 contatti e dei test negativi
Dopo la morte di una tecnica di laboratorio, restano dubbi sulla diagnosi mentre le autorità riferiscono di non aver rilevato casi secondari.
Nessun caso secondario è stato finora confermato tra le persone monitorate in Russia. Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università degli Studi di Milano, sottolinea però l'importanza di condividere rapidamente i dati microbiologici e di chiarire l'origine dell'infezione.
Le autorità hanno individuato circa 200 contatti, sottoponendoli a sorveglianza e isolamento. I test eseguiti sono risultati negativi e, sulla base delle informazioni disponibili, non emergerebbe al momento un rischio epidemico, anche se il termine peste continua a suscitare particolare attenzione.
Trasparenza e terapia restano decisive
Secondo Pregliasco, l'indagine epidemiologica deve procedere con tempestività e in modo trasparente. La diffusione dei risultati microbiologici è considerata essenziale per capire se vi sia stato un contagio e per ricostruire con precisione la catena dei contatti.
Massimo Ciccozzi, epidemiologo del Campus Bio-Medico, ricorda che Yersinia pestis è generalmente sensibile a numerosi antibiotici ad ampio spettro. «Il trattamento deve cominciare rapidamente, idealmente entro 24 ore dai primi sintomi», spiega, precisando che la scelta dei farmaci dipende dalla forma e dalla gravità della malattia. Tra le terapie citate figurano streptomicina, gentamicina, doxiciclina, ciprofloxacina, levofloxacina e, in situazioni rare con interessamento del sistema nervoso centrale, cloramfenicolo.
La diagnosi russa lascia interrogativi
Il caso riguarda Daria Shipilova, tecnica di laboratorio di 28 anni morta nella regione di Irkutsk. La notizia è stata diffusa da un giornale che opera in esilio, mentre Rospotrebnadzor, l'agenzia russa per la salute pubblica e la tutela dei consumatori, ha indicato come diagnosi una polmonite di eziologia non determinata.
L'ente ha riferito che gli accertamenti non hanno trovato microrganismi riconducibili all'attività professionale della donna e ha escluso incidenti nel laboratorio. Le informazioni frammentarie disponibili hanno alimentato interrogativi sulla possibilità che si trattasse davvero di peste polmonare e sulla tempestività con cui sarebbe stata riconosciuta.
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Le tre forme provocate dal batterio
Yersinia pestis può causare la peste bubbonica, quella setticemica e la forma polmonare. La prima, che rappresenta la manifestazione più comune, passa di norma attraverso la puntura di una pulce infetta: il batterio raggiunge il sistema linfatico e si concentra nel linfonodo più vicino, che si gonfia, diventa duro e doloroso. Nei casi avanzati possono comparire lesioni aperte con pus, mentre il passaggio diretto da persona a persona è raro.
Nella peste setticemica, invece, il microrganismo si moltiplica rapidamente nel sangue. Questa forma può derivare anche dall'evoluzione di un'altra infezione e provocare insufficienza degli organi, danni ai tessuti, problemi respiratori e sanguinamenti sotto la pelle; senza trattamento può risultare letale.
Perché la forma polmonare preoccupa
La peste polmonare può essere primaria, quando il batterio viene respirato, oppure secondaria, se nasce dall'evoluzione di una peste bubbonica. I sintomi possono comparire bruscamente con brividi, febbre, cefalea, dolori muscolari, debolezza, vertigini e dolore o fastidio al torace. L'espettorato, inizialmente mucoso, può assumere rapidamente striature di sangue e diventare rosa o rosso vivo, oltre che schiumoso.
Il quadro può assomigliare a quello di altre polmoniti, ma la progressione veloce e l'elevata letalità distinguono questa forma. Una persona infetta può trasmettere Yersinia pestis attraverso le particelle respiratorie; quando la diagnosi e la terapia arrivano precocemente, entro 24 ore dalla comparsa dei sintomi, le probabilità di guarigione indicate nel testo sono elevate.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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