Parkinson e Alzheimer, cellule immunitarie più attive
Ricerca di Tor Vergata e Neuromed su 47 pazienti nelle fasi iniziali: osservata una risposta infiammatoria più intensa
Uno studio italiano ha rilevato una risposta immunitaria più intensa nelle persone con Parkinson che presentano anche alterazioni neuropatologiche associate all’Alzheimer. Questa combinazione è stata osservata già nelle fasi iniziali della malattia ed è collegata a disturbi clinici più marcati.
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Le differenze nella risposta immunitaria
La ricerca ha evidenziato, nei pazienti con copatologia Alzheimer, una maggiore attività delle cellule immunitarie presenti nel sangue. Rispetto alle persone con Parkinson senza queste alterazioni, sono emersi anche livelli più accentuati di disturbi motori e non motori.
Tommaso Schirinzi, dell’Università di Roma Tor Vergata e dell’Ircss Neuromed, ha descritto il fenomeno come una possibile riprogrammazione delle cellule immunitarie circolanti: «È come se vi fosse una riprogrammazione delle cellule immunitarie circolanti verso un assetto di maggiore attività e reattività». Secondo il ricercatore, questo comportamento potrebbe essere associato al maggiore carico di neurodegenerazione e al declino clinico più rapido osservato in queste persone.
Come è stata condotta la ricerca
Il lavoro ha coinvolto 47 persone con Parkinson nelle fasi iniziali e 50 soggetti sani. Il progetto è stato realizzato da Università di Roma Tor Vergata e Ircss Neuromed di Pozzilli, con la collaborazione dell’Irccs Santa Lucia, e ha ricevuto un finanziamento Prin del ministero dell’Università e della Ricerca.
L’analisi di alcune proteine presenti nel liquido del sistema nervoso centrale ha permesso di distinguere, tra i partecipanti con Parkinson, 15 persone con copatologia Alzheimer e 32 senza. I ricercatori hanno quindi esaminato nel sangue i mediatori dell’infiammazione, la composizione delle cellule immunitarie e i processi con cui queste producono energia.
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Le possibili ricadute dello studio
I risultati aggiungono informazioni sul rapporto tra sistema immunitario e neurodegenerazione nelle forme di Parkinson associate a caratteristiche dell’Alzheimer. L’osservazione di una risposta periferica più attiva e infiammatoria può aiutare a comprendere perché, in alcuni pazienti, la malattia abbia un decorso clinico più sfavorevole.
Secondo i ricercatori, chiarire queste dinamiche potrà contribuire a individuare approcci terapeutici più mirati. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica npj Parkinson’s Disease.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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