Medici radiati durante il Covid, appello contro il reintegro
La Camera ha approvato una procedura straordinaria, ma Forza Italia annuncia modifiche durante l’esame al Senato
La Camera ha dato il via libera a una norma che consente il reintegro negli Albi dei professionisti sanitari radiati durante l’emergenza Covid. L’ipotesi è contestata dall’immunologo Mauro Minelli, che chiede di fermare il provvedimento.
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Le critiche di Mauro Minelli
Secondo il professore di Nutrizione clinica all’università Lum “Giuseppe Degennaro”, la misura rischia di indebolire il ruolo degli Ordini professionali e le garanzie affidate loro a tutela della salute pubblica. La radiazione, osserva Minelli in una lettera, rappresenta il provvedimento disciplinare più grave e viene adottata per condotte considerate incompatibili con la protezione dei pazienti.
L’immunologo paragona il possibile ritorno all’attività dei medici radiati alla riabilitazione di un ingegnere che avesse ignorato le regole della fisica provocando il crollo di un edificio. A suo giudizio, non si tratterebbe di semplici posizioni alternative, ma della messa in discussione dei criteri scientifici e deontologici su cui si fonda la professione medica.
“Le evidenze scientifiche e i presidi sanitari non possono diventare merce di scambio o terreno di compromesso”, afferma Minelli, sostenendo che la fiducia dei cittadini dipenda dal rispetto delle competenze e delle regole, non da provvedimenti di condono.
Il passaggio al Senato
La disposizione è contenuta nel disegno di legge sulle professioni sanitarie, approvato dalla Camera dopo un iter che ha alimentato discussioni anche all’interno della maggioranza. Il testo prevede un percorso eccezionale per consentire la riammissione agli Albi dei professionisti colpiti dalla radiazione negli anni della pandemia.
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Il provvedimento dovrà ora essere esaminato dal Senato. Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, ha annunciato l’intenzione di intervenire sul testo: “Al Senato è nostra intenzione lavorare per modificarla”.
Per Minelli, affidare a una decisione politica il superamento delle prerogative degli Ordini significherebbe ridurre la loro capacità di controllo interno. Gli standard sanitari, aggiunge, rischierebbero così di essere stabiliti sulla base della convenienza politica anziché delle competenze professionali.
Nel confronto istituzionale sono emerse sia posizioni favorevoli alla cancellazione degli effetti delle radiazioni sia richieste di correzione. Il medico auspica che il Parlamento riconsideri la norma durante il seguito dell’esame e preservi il ruolo del rigore scientifico nella tutela della salute collettiva.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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