Palermo, otto medici indagati dopo il decesso della bambina: la versione della madre
Nel programma Fuori dal Coro, Manuela racconta il percorso sanitario della figlia e denuncia una diagnosi arrivata dopo sei giorni
Il caso di Annarosa, quattro anni, è stato raccontato dalla madre Manuela durante Fuori dal Coro, trasmissione condotta da Mario Giordano. La bambina è morta in un ospedale di Palermo dopo aver contratto la difterite, infezione acuta delle vie respiratorie che in Italia non veniva registrata da oltre 10 anni.
Il ritardo diagnostico al centro del caso
Secondo la madre, i sanitari erano stati informati fin dall’inizio che Annarosa non aveva ricevuto il vaccino alla nascita. Nonostante la difficoltà respiratoria, sostiene Manuela, non sarebbe stata avviata una cura antibiotica né eseguito un esame del sangue; dopo sei giorni, inoltre, la diagnosi di difterite non era ancora arrivata.
Nel corso della trasmissione la donna ha mostrato anche la documentazione clinica della figlia. Per la morte della bambina risultano indagati otto medici e la madre attribuisce il ritardo all’errata valutazione del quadro: «I medici hanno confuso una difterite con una tonsillite».
Una famiglia travolta dal lutto
Manuela ha descritto le conseguenze della perdita sui genitori e sugli altri figli: «Non viviamo più, passiamo dal cimitero a casa. I suoi fratellini chiedono di lei continuamente, un doppio dolore per noi genitori». Ha inoltre riferito di essere stata bersaglio di critiche provenienti da persone comuni e professionisti sanitari.
La madre ha raccontato di essere stata definita assassina prima che fossero disponibili gli esiti dell’autopsia. Respinge però quell’accusa e sostiene che la patologia della figlia sia stata sottovalutata durante il percorso in ospedale.
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La scelta sui vaccini e il ricordo
Annarosa non era stata immunizzata subito dopo la nascita per decisione dei genitori. Manuela ha spiegato che la scelta era collegata a patologie presenti nella famiglia e ha precisato che gli altri figli hanno invece ricevuto le vaccinazioni: per questo, ha detto, i genitori non si considerano no vax.
Nel ricordo della madre, Annarosa era una bambina sorridente e molto legata alla famiglia. La donna ha aggiunto che, due giorni prima della comparsa della febbre, la figlia era stata al mare, quindi ha chiuso la testimonianza chiedendo che sulla vicenda emergano verità e giustizia.
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