Nuovi Lea, la svolta per neonati e rischio Brca
Il rinnovo dei Livelli essenziali di assistenza introduce nuovi controlli, compresi quelli per la Sma e per le mutazioni Brca 1 e 2.
L’ampliamento degli screening è una delle principali novità legate ai nuovi Lea, con controlli aggiuntivi rivolti sia ai neonati sia alle persone esposte a specifici rischi genetici. Tra gli esami previsti rientra quello per la Sma, mentre un altro riguarda le mutazioni Brca 1 e 2, associate a una maggiore probabilità di sviluppare un tumore al seno.
L’annuncio è arrivato da Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, a margine della presentazione della campagna Frecciarosa a Roma. Il rappresentante del governo ha sottolineato che i Livelli essenziali di assistenza non venivano aggiornati da 10 anni.
Più controlli già dalla nascita
L’inserimento di ulteriori verifiche neonatali dovrebbe consentire di individuare prima alcune patologie rare. Gemmato ha citato in particolare l’atrofia muscolare spinale, spiegando che l’obiettivo è rendere più uniforme l’accesso a questo tipo di indagine diagnostica sul territorio nazionale.
Secondo il sottosegretario, l’Italia punta così a rafforzare il proprio ruolo nel campo degli screening neonatali, definendosi prima in Europa e nel mondo per estensione di questi controlli. L’individuazione precoce, ha aggiunto, rappresenta un elemento rilevante nell’approccio alle malattie rare.
Il nodo delle mutazioni Brca
Tra le prestazioni inserite nei nuovi Lea figura anche l’esame per le alterazioni genetiche Brca 1 e Brca 2. La presenza di queste mutazioni è collegata a un incremento significativo del rischio di tumore al seno.
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Nel parlare di prevenzione, Gemmato ha richiamato i risultati associati agli screening predittivi: “Aderendo agli screening predittivi, nei cinque anni, i numeri ci raccontano che si sfiora il 90% di successo”. Ha inoltre sostenuto che, in questo modo, alcune patologie possono essere rese croniche e che, nei quadri più gravi, esiste un’alternativa terapeutica considerata seria.
Regioni ancora da allineare
Un altro tema riguarda l’applicazione concreta dei nuovi Lea nelle diverse aree del Paese. Le Regioni dovranno garantire un’attuazione omogenea, superando le differenze storiche che hanno prodotto livelli di accesso non uniformi tra Nord e Sud.
Su questo punto il sottosegretario ha riferito che il ministero sta lavorando in modo proattivo per ridurre le disparità territoriali. L’obiettivo dichiarato è rendere più equilibrata la disponibilità degli screening e delle altre prestazioni previste dai nuovi Livelli essenziali di assistenza.
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