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Salute 2 min di lettura14 ore fa

Nodulo polmonare, quando la diagnosi precoce può portare alla guarigione

Massimo Di Maio, presidente Aiom, spiega cosa può accadere dopo l’asportazione e quali elementi determineranno il percorso successivo

Il recupero dopo un intervento al torace richiede generalmente alcune settimane. «Il decorso post operatorio dipende dal singolo paziente ed è dunque difficile fare delle previsioni a livello generale», ha spiegato Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

Anche se le tecniche mini-invasive e robotiche hanno ridotto l’impatto della chirurgia toracica, l’operazione resta comunque impegnativa. I tempi della ripresa, quindi, possono variare in base alle condizioni individuali.


La prognosi dipende dalla dimensione

Secondo Di Maio, quando un nodulo polmonare è piccolo e viene individuato in una fase iniziale, le possibilità di guarigione completa sono alte anche nel caso in cui l’esame confermi la presenza di un tumore maligno.

Il risultato dipende soprattutto dalle caratteristiche della malattia e dal suo stadio. «Quanto è più piccola la dimensione della malattia, tanto maggiore è la possibilità di piena guarigione, che può essere molto alta», ha osservato l’oncologo.


L’esame dei tessuti orienta le scelte

La valutazione istologica dei campioni prelevati durante l’intervento serve a stabilire la natura del nodulo e a definire il trattamento successivo. Una lesione benigna, in alcune circostanze, può non richiedere neppure l’asportazione; dopo la chirurgia, quando viene eseguita, di norma è previsto soltanto un monitoraggio periodico.

La differenza principale tra una formazione benigna e una maligna riguarda la capacità delle cellule tumorali di infiltrare i tessuti circostanti e di diffondersi in altre zone dell’organismo. Tuttavia, anche per una lesione cancerosa di piccole dimensioni e diagnosticata precocemente, l’intervento può essere considerato sufficiente e seguito da controlli regolari, senza ulteriori terapie specifiche.

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Quando servono altre terapie

Se invece la malattia maligna viene scoperta in una fase più avanzata, pur rimanendo circoscritta, i medici possono valutare trattamenti aggiuntivi dopo l’operazione. Tra le opzioni indicate da Di Maio rientrano chemioterapia, immunoterapia e farmaci diretti contro specifiche alterazioni molecolari, nei casi limitati in cui tali caratteristiche vengano individuate.

La decisione non può essere stabilita in anticipo in modo generale: dipende dal referto istologico e dagli eventuali esami supplementari effettuati sul tessuto rimosso. L’obiettivo, quando il nodulo maligno è stato rilevato precocemente, resta arrivare alla guarigione.


Il caso annunciato da Leone XIV

Le valutazioni dell’oncologo sono arrivate dopo l’annuncio di Papa Leone XIV, che ha comunicato di avere un nodulo polmonare iniziale e ben circoscritto. Per i prossimi giorni è previsto un intervento di rimozione al Policlinico Gemelli.

Soltanto gli accertamenti sui tessuti consentiranno di chiarire la natura della lesione e di stabilire se sarà necessario procedere oltre l’operazione. In base alle informazioni diffuse, il nodulo sarebbe localizzato e in fase precoce, condizioni associate, in termini generali, a prospettive di guarigione elevate.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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