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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Adenocarcinoma polmonare: cosa rivelano gli stadi sulla sopravvivenza

Le prospettive dipendono soprattutto dall’avanzamento della malattia, mentre sintomi, fattori di rischio e terapie cambiano da caso a caso.

La prognosi dell’adenocarcinoma polmonare cambia in modo significativo a seconda della fase in cui viene individuato. Nei casi al primo stadio, la sopravvivenza a cinque anni si colloca tra il 60% e il 70%; al secondo scende a un intervallo compreso fra il 30% e il 60%, mentre al terzo varia dal 13% al 36%. Per la malattia al quarto stadio il dato è compreso tra l’1% e il 5%. Quando sono presenti metastasi, la sopravvivenza indicata nel testo non supera i nove mesi.

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Le terapie dipendono dallo stadio

La scelta del trattamento viene valutata considerando sia l’estensione del tumore sia le condizioni cliniche della persona. Se la massa non ha ancora prodotto metastasi e presenta caratteristiche compatibili per dimensioni e localizzazione, può essere presa in considerazione l’asportazione chirurgica.

Dopo l’intervento, il percorso può includere anche radioterapia o chemioterapia. L’eventuale ricorso a queste opzioni viene stabilito in relazione al quadro complessivo della malattia e allo stato del paziente.


Una forma frequente di tumore polmonare

L’adenocarcinoma polmonare appartiene ai carcinomi polmonari non a piccole cellule. La sua origine è nelle strutture ghiandolari del polmone e si tratta di una delle forme più diffuse di cancro polmonare, osservata con maggiore frequenza nella popolazione femminile.

All’origine vi è una proliferazione cellulare non regolata, collegata a una mutazione del DNA. Nonostante questo meccanismo generale sia noto, le cause precise che conducono alla comparsa della malattia non sono state chiarite completamente.


I segnali possono tardare

Nella fase iniziale, l’adenocarcinoma può non provocare disturbi riconoscibili. Per questo la diagnosi può arrivare durante esami di controllo eseguiti per altri motivi, anche in assenza di sintomi specifici.

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Con l’avanzare della patologia possono comparire difficoltà respiratorie e tosse; nei quadri più gravi può manifestarsi anche dolore a carico delle ossa. La presenza e l’intensità dei disturbi dipendono dalla progressione della malattia.


Amianto e altre esposizioni a rischio

Tra gli elementi associati allo sviluppo dell’adenocarcinoma polmonare rientrano il contatto con sostanze nocive e la predisposizione ereditaria. L’esposizione protratta all’amianto viene indicata come uno dei fattori di rischio più rilevanti.

Ulteriori pericoli possono derivare dal contatto con arsenico, radon e nichel. Anche il fumo di tabacco rappresenta un’esposizione da evitare nell’ottica della prevenzione, mentre per l’amianto risultano importanti le misure di protezione nei luoghi di lavoro e la riduzione del contatto.

Tra le misure citate rientra inoltre la vaccinazione contro il virus del papilloma umano, indicato anche con la sigla HPV.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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