Diabete, 3,8 milioni di italiani coinvolti: il nodo della prevenzione
Il rapporto 2026 segnala una diffusione in crescita e chiede un modello assistenziale capace di unire rischio cardiovascolare, renale e metabolico.
Obesità, diabete e patologie cardiovascolari si influenzano a vicenda e richiedono percorsi coordinati, non interventi isolati. «Affrontarle separatamente può frammentare l’assistenza e far perdere occasioni di prevenzione», ha osservato Daniela Sbrollini durante la presentazione del rapporto 2026.
Anche la gestione clinica sta cambiando. Paolo Sbraccia, presidente di Ibdo Foundation, ha spiegato che la misurazione della glicemia resta essenziale, ma non rappresenta più l’unico obiettivo: l’attenzione deve estendersi alla protezione degli organi e alla riduzione, nel tempo, dei rischi a carico di cuore, reni e metabolismo.
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Una crescita che non si arresta
Nel 2025 il diabete interessava il 6,4% della popolazione italiana, mentre tra gli adulti la quota raggiungeva il 7,5%. In termini assoluti, le persone coinvolte sono circa 3,8 milioni; oltre un milione, secondo le stime, non sa ancora di avere la malattia.
Il confronto con il passato mostra un aumento progressivo: la prevalenza era del 4,2% nel 2005 e del 5,4% nel 2015. Nell’arco di vent’anni l’incremento complessivo arriva al 52%; considerando l’effetto dell’invecchiamento demografico, la crescita resta pari al 23%. Più del 90% dei casi riguarda il diabete di tipo 2.
Assistenza, la sfida diventa più ampia
L’aumento dei casi porta con sé una maggiore complessità nella presa in carico. Il rapporto indica come priorità il rafforzamento della prevenzione cardiovascolare, l’impiego dell’innovazione e la costruzione di un’assistenza integrata per seguire i diversi rischi associati alla patologia.
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Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha definito il diabete «una delle condizioni croniche più diffuse nel nostro Paese» e ha ricordato che, pur procedendo spesso senza sintomi evidenti, può incidere profondamente sulla vita delle persone e sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Il rapporto presentato al Senato
I dati sono contenuti nella 19ª edizione dell’Italian Barometer Diabetes Report, elaborata da Ibdo Foundation, Istat, Coresearch, BHAVE Health Ecosystem Institute, Osservatorio sulla salute bene comune e Planetary Health Inner Circle. Il documento è stato illustrato al Senato con il contributo non condizionato di Novo.
L’incontro è stato promosso da Daniela Sbrollini, in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare obesità, diabete e malattie croniche non trasmissibili e con l’Università di Roma Tor Vergata. La presentazione ha posto al centro la necessità di collegare prevenzione e cura, alla luce della diffusione raggiunta dalla malattia.
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