4.000Lettori online ora
Salute 2 min di lettura2 giorni fa

Nicholas Green, il dono che cambiò i trapianti in Italia

A 32 anni dalla tragedia, il messaggio della famiglia Green continua a sostenere la cultura della donazione e il ricordo delle vittime di mafia.

«Il cuore generoso dell'Italia ha risposto alle azioni di mafiosi salvando migliaia di vite grazie a un incremento delle donazioni», ha affermato Reginald Green, padre di Nicholas. Oggi, a 97 anni, continua a dedicare il proprio impegno alla sensibilizzazione sui trapianti e chiede di mantenere vivo quel messaggio.


Un ricordo ancora presente

Il Comune di Bivongi, nel Reggino, ha ricordato sui social il legame con il bambino americano: proprio 32 anni fa gli dedicò un grande spazio verde e ora ha affidato la realizzazione di una scultura in sua memoria. Anche il Policlinico e l'Università di Messina rinnoveranno l'omaggio con il convegno internazionale “DonArte”, in programma dal 4 al 6 ottobre e dedicato al tema dei trapianti.

Tra le iniziative commemorative c'è stata anche una pedalata promossa da Libera insieme alla Fiab. Il 6 settembre il percorso ha collegato Chiavari a Sestri Levante, in occasione dei 38 anni dalla nascita di Nicholas e del ricordo di altre vittime della criminalità mafiosa.


L'effetto sulla donazione

Nel 1994 l'Italia occupava una delle posizioni più basse nell'Unione Europea per numero di donazioni di organi. Nei dieci anni successivi, però, il dato è quasi quadruplicato, fino a collocare il Paese tra quelli con i livelli più elevati al mondo: una crescita spesso associata al cosiddetto “Effetto Nicholas”, espressione ripresa anche nel documentario trasmesso dalla Rai nel 2025.

Per Reginald Green, la risposta più significativa alla vicenda del figlio consiste nell'aiutare chi rischia di morire in assenza di un trapianto. Il padre ha ribadito che la memoria di Nicholas può continuare a tradursi in scelte capaci di offrire nuove possibilità a molti pazienti.


La notte della sparatoria

La tragedia risale alla notte del 29 settembre 1994. Nicholas, che aveva 7 anni, stava attraversando l'autostrada Salerno-Reggio Calabria con i genitori e la sorella: la famiglia era diretta in Sicilia per trascorrere una vacanza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L'auto fu attaccata da rapinatori collegati alle cosche mafiose e il bambino venne ferito in modo gravissimo. Dopo due giorni, il primo ottobre, morì al Policlinico di Messina.


Una scelta diventata simbolo

Reginald e Maggie decisero di autorizzare l'espianto degli organi e delle cornee. Cinque persone ricevettero un organo e poterono continuare a vivere; tra loro c'è Maria Pia Pedalà, diventata nonna di recente. Altre due persone recuperarono la vista grazie alle cornee donate.

La storia si diffuse rapidamente attraverso giornali e televisioni. Il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro conferì ai genitori una medaglia di onorificenza, mentre numerosi giardini, istituti scolastici e strade vennero dedicati al nome di Nicholas.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere