Neurochirurgia, d'Avella: Italia tra i leader mondiali della ricerca
Al congresso Sinch di Catania arrivano 700 lavori in 95 sessioni e 38 ospiti dall’estero, mentre il presidente rilancia il peso scientifico e tecnologico dell’Italia.
La neurochirurgia italiana, secondo Domenico d'Avella, ha una rete di competenze e strumenti che copre l’intero Paese e offre un’assistenza di livello elevato. Il presidente della Società Italiana di Neurochirurgia ha voluto insistere su questo punto per far passare ai cittadini un messaggio preciso: il settore non è solo avanzato sul piano scientifico, ma anche radicato nella pratica quotidiana.
Il peso dell'Italia nella ricerca
D'Avella ha spiegato che l’Italia occupa il quarto posto al mondo per produzione scientifica in ambito neurochirurgico. Nello stesso passaggio ha richiamato la presenza, sul territorio nazionale, di tecnologie già ampiamente utilizzate e distribuite.
Parlando a Catania, in occasione del 75esimo congresso nazionale della Sinch, ha poi osservato che la disciplina può contare su basi solide di conoscenza, su capacità tecniche consolidate e su una diffusione omogenea delle tecnologie tra Nord, Centro e Sud.
Congresso affollato e confronto internazionale
L’appuntamento siciliano riunisce 700 lavori scientifici distribuiti in 95 sessioni. Nel programma è previsto anche un joint meeting con i neurochirurghi dell’America Latina, oltre a un dialogo continuo con 38 ospiti stranieri arrivati da diverse aree del mondo.
Tra i partecipanti ci sono specialisti provenienti dagli Stati Uniti, dalla Norvegia, dall’America Latina, dalla Svizzera e da numerosi altri Paesi europei ed extraeuropei. Per il presidente della Sinch, questo scambio conferma il ruolo internazionale della neurochirurgia italiana.
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Robotica sì, ma non come slogan
Nel suo intervento, d'Avella ha anche cercato di ridimensionare la narrazione mediatica sulla chirurgia robotica. A suo giudizio, il tema viene spesso presentato come una novità isolata e straordinaria, mentre in Italia la pratica è già diffusa in modo consistente.
Il presidente della società scientifica ha indicato che il 70% delle neurochirurgie presenti sul territorio nazionale utilizza questa tecnologia. Da qui il richiamo finale: la qualità dell’offerta italiana, ha sostenuto, deve essere riconosciuta non solo dagli addetti ai lavori ma anche dai cittadini.
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