Neuro-oncologia, l’IA avanza ma il bisturi resta umano
Al 75esimo congresso nazionale Sinch di Catania, Diego Garbossa ha illustrato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella chirurgia dei tumori cerebrali.
L’intelligenza artificiale sta entrando anche nella neuro-oncologia, ma il suo impiego non può prescindere dalle decisioni del medico. È questo il punto evidenziato da Diego Garbossa, direttore della Clinica Neurochirurgica Molinette e Città della Salute di Torino e professore ordinario di Neurochirurgia all’Università di Torino.
La tecnologia non sostituisce il chirurgo
Intervenendo al 75esimo congresso nazionale della Sinch, in corso a Catania, Garbossa ha richiamato l’attenzione sulla crescita della neuro-oncologia all’interno delle diverse aree della neurochirurgia. In questo scenario, l’IA può offrire un supporto significativo, ma non assume il ruolo di soggetto autonomo nel percorso chirurgico.
“La neuro-oncologia è una delle branche che si sta sviluppando maggiormente in tutti gli ambiti neurochirurgici, e l'intelligenza artificiale può essere un validissimo strumento, che deve però essere sempre guidato dal chirurgo”, ha affermato Garbossa durante l’appuntamento scientifico.
Un supporto già entrato nella pratica
Per il direttore della struttura torinese, l’intelligenza artificiale non rappresenta più una prospettiva lontana o estranea al lavoro degli specialisti. Il nuovo strumento è già incluso nelle competenze disponibili, anche se il suo utilizzo deve rimanere affidato alla valutazione dei professionisti.
Garbossa ha spiegato di essere stato invitato al congresso per affrontare proprio il rapporto tra IA e neuro-oncologia. Il confronto, ha osservato, serve anche a definire quale debba essere il significato concreto dell’impiego di questa tecnologia nella disciplina.
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Il congresso interroga il futuro
La riunione della Sinch riunisce le principali branche della neurochirurgia e offre uno spazio di discussione sui cambiamenti che stanno interessando il settore. Tra i temi al centro dei lavori c’è quindi anche il modo in cui l’intelligenza artificiale può essere integrata nell’attività clinica e operatoria.
“Fa già parte del nostro bagaglio ma deve essere sempre guidato dal chirurgo, come del resto tutta la chirurgia”, ha ribadito Garbossa, indicando nella responsabilità dello specialista il criterio decisivo per l’uso della tecnologia.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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