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Salute 2 min di lettura3 giorni fa

Morbillo in crescita, Pregliasco: il rischio è nei non vaccinati

Il virologo richiama l’attenzione su casi in aumento nei primi mesi del 2026 e invita chi non ha due dosi a verificare subito la propria copertura.

L’aumento delle segnalazioni nei primi mesi del 2026 riporta al centro un problema che, secondo Fabrizio Pregliasco, non va affatto considerato archiviato: il morbillo continua a circolare e a colpire anche adolescenti e giovani adulti. Il virologo invita a controllare lo stato vaccinale, soprattutto quando non si è certi di aver completato il ciclo.

Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano, avverte che la malattia non è affatto banale e può avere conseguenze rilevanti. Il richiamo arriva all’indomani della circolare del ministero della Salute che punta di nuovo l’attenzione su sorveglianza e coperture vaccinali.


Il richiamo alle due dosi

Per il virologo la protezione adeguata richiede due somministrazioni. Se non risultano eseguite, oppure se restano dubbi sulla propria storia vaccinale, il consiglio è di rivolgersi al medico o ai servizi vaccinali per verificare se sia necessario recuperarle.

Pregliasco insiste sul fatto che il morbillo è tra i virus più contagiosi conosciuti. In una popolazione senza difese, una sola persona può infettarne molte altre, e anche pochi gruppi scoperti bastano a mantenere vivi i focolai.

Il medico richiama anche un dato che considera preoccupante: tra i casi non ci sono soltanto bambini, ma una quota importante riguarda adolescenti e giovani adulti. Secondo lui, il nodo è spesso una generazione che non conosce con precisione il proprio stato di immunizzazione.

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Le complicanze e l’“amnesia” immunitaria

Nel suo intervento Pregliasco ricorda che il morbillo può causare polmonite, otite, diarrea grave e, più raramente, encefalite. A questo si aggiunge un effetto meno noto, ma per lui importante: la possibile perdita temporanea di parte della memoria immunitaria costruita contro altri agenti infettivi, il fenomeno definito “amnesia immunitaria”.

Da qui l’invito a recuperare le vaccinazioni mancanti non solo nei bambini, ma anche negli adolescenti e nei giovani adulti. L’obiettivo, spiega, non è creare allarme ma ridurre la platea delle persone suscettibili prima che i contagi crescano ancora.

Pregliasco sottolinea infine che il punto non è l’assenza di uno strumento di prevenzione. Il vaccino esiste ed è efficace; la difficoltà, semmai, è raggiungere chi non risulta ancora adeguatamente protetto. Per questo, conclude, le coperture non sono una formalità burocratica ma una barriera collettiva che tutela soprattutto i più fragili.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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