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Salute 3 min di lettura1 ora fa

Menopausa, sintomi e silenzi: perché tante donne non chiedono aiuto

La menopausa è oggi un tema più visibile, ma il dialogo resta incompleto e spesso non coinvolge il medico.

La menopausa è oggi un tema più visibile, ma il dialogo resta incompleto e spesso non coinvolge il medico. È quanto emerge da una rilevazione realizzata da AstraRicerche per Bayer Italia su 1.000 donne italiane tra 50 e 70 anni, presentata in vista della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre.

Il 70,6% delle partecipanti avverte una maggiore disponibilità a parlare dell’argomento rispetto al passato. Allo stesso tempo, il 65,2% giudica ancora insufficiente il confronto pubblico e personale sui cambiamenti legati a questa fase della vita.

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Il disagio viene ancora nascosto

Il tabù si riflette nelle abitudini quotidiane. Quasi una donna su due dichiara di aver adottato almeno un comportamento per non mostrare la menopausa; il 38,1% ha tenuto nascosti i propri disturbi e il 21,1% ha cercato di dissimulare una vampata mentre si trovava in pubblico.

Il confronto avviene soprattutto con altre donne: le amiche sono indicate dal 78,5% delle intervistate, le figlie dal 68,3% e le colleghe dal 66,4%. Il dialogo con gli uomini, invece, risulta molto meno frequente.

Anche il rapporto con gli specialisti appare discontinuo. Il 26,8% non ha mai affrontato il tema con un medico, mentre il 21,9% lo ha fatto soltanto una volta. Tra le donne che presentano disturbi, il 30,8% non ne ha parlato con uno specialista; per il 63,7% di loro, la ragione principale è l’idea che si tratti di una condizione naturale o non abbastanza importante.


Sonno e vampate pesano sulla vita

I sintomi, tuttavia, incidono concretamente sulle giornate. Il 40,7% riferisce problemi del sonno di intensità moderata o severa e il 37,3% segnala vampate con la stessa intensità. Tra coloro che hanno sperimentato questi disturbi, il 62,4% ha cancellato almeno un’attività oppure l’ha affrontata con risultati peggiori del previsto: nell’ultimo mese, i giorni condizionati sono stati in media 4,2.

Le conseguenze riguardano anche l’attività professionale. Il 33,9% delle intervistate dichiara una maggiore difficoltà nel concentrarsi; la percentuale raggiunge il 56% tra le donne che dormono male almeno quattro notti alla settimana.

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Di fronte alle vampate, l’86,9% ha provato almeno un rimedio, generalmente collegato allo stile di vita. La quota sale al 92,5% quando si considerano i disturbi del sonno. Nonostante ciò, il 42,7% delle donne con sintomi non segue alcun trattamento e appena il 9,3% ricorre a una terapia prescritta dal medico.


La conoscenza dei rischi è parziale

La ricerca rileva inoltre una consapevolezza incompleta degli effetti di lungo periodo. Il 61,1% si considera molto o abbastanza informato, ma il 59,1% collega la menopausa alla perdita di massa ossea, mentre soltanto il 24,7% la associa al rischio cardiovascolare. Ancora più basse sono le percentuali relative al colesterolo, 24,2%, e alla glicemia, 15,1%.

Rossella Nappi, ordinario di Clinica ostetrica e ginecologica all’Università di Pavia e presidente dell’International Menopause Society, ha spiegato che le vampate moderate o severe potrebbero indicare un rischio cardiovascolare maggiore, definendole “la punta di un iceberg”.

Simona Gatti, direttore medico di Bayer Italia, ha sottolineato invece la necessità di informazioni comprensibili e rigorose, insieme a un confronto più aperto con il medico. L’obiettivo, secondo Gatti, è evitare che i sintomi vengano percepiti soltanto come una conseguenza inevitabile da sopportare.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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