Menopausa, il segnale da non ignorare: vampate e cuore
Una ricerca su mille italiane tra 50 e 70 anni riporta l’attenzione sui sintomi, sui rischi associati e sul valore del confronto con il medico.
Vampate di calore e sonno disturbato non incidono soltanto sul benessere quotidiano: secondo Rossella Nappi possono essere collegati anche a una maggiore probabilità di sviluppare problemi cardiovascolari e metabolici. Per questo la menopausa, oltre la dimensione personale, richiede attenzione sanitaria e un percorso costruito insieme al medico.
L’osservazione arriva dai risultati dell’indagine realizzata da AstraRicerche per Bayer Italia su 1.000 donne italiane tra i 50 e i 70 anni, diffusi in vista della Giornata mondiale della menopausa del 18 ottobre. Nappi, professoressa ordinaria di Clinica ostetrica e ginecologica all’Università di Pavia e al Policlinico San Matteo, nonché presidente della International Menopause Society, sottolinea che la consapevolezza è cresciuta, ma non sempre le informazioni disponibili sono corrette.
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I sintomi possono anticipare rischi futuri
Le manifestazioni più frequenti restano le vampate e le difficoltà nel dormire. «Riconoscere presto le donne più esposte e intervenire sui disturbi può rappresentare una forma importante di prevenzione», ha spiegato Nappi, riferendosi alle possibili conseguenze a lungo termine, tra cui ictus, infarto e diabete.
La gestione non è uguale per tutte. In base alla storia clinica, alla predisposizione genetica, alle abitudini di vita e al livello di stress, i disturbi possono assumere intensità diverse e compromettere la qualità dell’esistenza, oltre a pesare sulle responsabilità familiari, professionali e personali. Le opzioni disponibili comprendono trattamenti ormonali e non ormonali, da valutare in modo personalizzato.
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Il tabù frena ancora il confronto
Molte donne, secondo l’esperta, tendono ancora a celare i segnali della menopausa o esitano a parlarne apertamente. «Non dovrebbe essere vissuta come una sottrazione, ma come l’inizio di una fase nuova e significativa», ha affermato Nappi, evidenziando quanto il disagio resti legato a un retaggio culturale.
Il dialogo con il medico diventa quindi decisivo per distinguere i disturbi, scegliere il sostegno più adatto e controllare i fattori di rischio. La ricorrenza del 18 ottobre sarà inoltre dedicata al dolore cronico nell’età matura: un problema che colpisce le donne più degli uomini e che, ha ricordato Nappi, viene spesso minimizzato o affrontato senza il necessario approccio multidisciplinare.
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