Maxi-emergenze, la svolta Siaarti: formazione comune prima dell’evento
A Roma il congresso Ace punta su addestramento condiviso, procedure omogenee e cooperazione tra militari, soccorritori e società scientifiche per risposte più rapide nelle crisi complesse.
Prepararsi prima che la crisi esploda è il vero filo conduttore emerso al congresso Ace di Roma. Nel confronto promosso da Siaarti, la priorità indicata è stata quella di costruire un metodo comune tra forze armate, Protezione civile, soccorso sanitario e volontariato, così da rendere più solida la risposta nelle situazioni più complesse.
L’addestramento vale più dell’improvvisazione
Nelle maxi-emergenze, infatti, il tempo per conoscersi sul campo è minimo e spesso i professionisti si ritrovano a operare insieme senza aver mai condiviso prima una missione. Per questo Luca Carenzo, responsabile della Sezione Siaarti Maxiemergenze e ambiente ostile, ha richiamato l’importanza di un percorso strutturato: «Serve un percorso specifico e condiviso con Protezione civile, Forze armate, volontariato, società scientifiche e agenzie del soccorso tecnico».
Lo stesso Carenzo ha ricordato un caso internazionale, citando l’esperienza di Crans-Montana, dove specialisti italiani hanno collaborato con colleghi svizzeri e francesi nella gestione di pazienti con ustioni e nel trasferimento verso strutture italiane di riferimento. Il punto, ha sottolineato, non è affidarsi alla sola buona volontà dei singoli, ma a un addestramento capace di creare automatismi comuni.
Dalla medicina tattica alla risposta civile
Il congresso ha poi messo al centro il passaggio di competenze maturate in ambito militare verso il soccorso civile. In questo quadro è stato presentato il documento Siaarti sulla gestione anestesiologica del paziente critico in ambiente ostile, pensato come raccolta di indicazioni condivise per scenari in cui il medico può trovarsi lontano dall’ospedale e dentro sistemi operativi molto articolati.
Secondo Siaarti, l’esperienza della medicina tattica con politraumi e ferite da arma da fuoco ha contribuito a definire procedure oggi utili anche fuori dal contesto militare. In queste condizioni servono preparazione clinica, rapidità decisionale e capacità di lavorare con organizzazioni diverse, perché la complessità dell’intervento non è solo sanitaria ma anche logistica.
Un congresso costruito per mettere insieme mondi diversi
A spiegare l’impianto dei lavori è stato Davide Colombo, responsabile dell’Area culturale Siaarti medicina critica dell’emergenza e responsabile scientifico del congresso. Ha definito l’evento il risultato di una selezione lunga e non semplice, necessaria per tenere insieme contenuti diversi senza perdere equilibrio né livello scientifico. «Il programma definitivo è però equilibrato e di alto profilo», ha detto, aggiungendo che i partecipanti potranno confrontarsi con relatori di grande esperienza.
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L’apertura istituzionale si è svolta alla Città militare della Cecchignola di Roma, dove hanno portato il loro saluto Angelo Michele Ristuccia, Vincenzo Campagna, Michele Tirico e rappresentanti di Protezione civile, Ares 118 e Croce rossa italiana. Per la presidente Siaarti Elena Bignami, l’appuntamento conferma che la sanità militare è parte del sistema Paese e che le maxi-emergenze obbligano realtà differenti a muoversi come un’unica rete.
Dalle emergenze ambientali ai grandi eventi
Nella giornata iniziale spazio anche alle missioni di Protezione civile e alla gestione delle emergenze ambientali su larga scala, oltre ai temi dell’arresto cardiaco, della realtà virtuale nella formazione e dei dispositivi di assistenza circolatoria. Tra i capitoli affrontati ci sono stati pure coagulopatia da emorragia massiva, trauma e dolore acuto in contesti di crisi.
Il congresso ha guardato anche all’edizione 2026, che includerà l’assistenza sanitaria nei grandi raduni, nei concerti, negli eventi sportivi e nelle manifestazioni di massa. In questi scenari, ha spiegato Siaarti, la pianificazione deve essere specifica e le squadre devono saper gestire insieme i bisogni del singolo e quelli di molte persone coinvolte nello stesso evento.
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