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Salute 3 min di lettura4 giorni fa

Mattarella a Torino, tra Terra Madre e Candiolo: la scena che divide la piazza

Applausi, attese e messaggi istituzionali hanno accompagnato l’arrivo del Capo dello Stato a Torino, dove Terra Madre si è aperta con il ricordo di Carlin Petrini e con la visita a Candiolo nel pomeriggio.

In piazza San Carlo, nel giorno della visita del Presidente della Repubblica, è tornato a farsi vedere lo striscione “Viva Mattarella” dal terrazzo di un appartamento. La proprietaria, Nelida, lo aveva già esposto a lungo nel suo “angolo di contestazione”, nonostante l’ordine di rimozione arrivato dalla soprintendenza. Per l’ufficio preposto quel cartello alterava la lettura dell’immobile e pesava sulla percezione della piazza; oggi, però, è ricomparso come omaggio al capo dello Stato.


La città si è stretta attorno al presidente

L’arrivo di Sergio Mattarella ha attirato in piazza Castello curiosi, famiglie, anziani e studenti, tutti in attesa dietro le transenne. Tra i presenti c’era anche una terza elementare della Tommaseo, accompagnata dalla docente Silvana Cimò: la classe è stata portata lì per parlare ai bambini di alimentazione sana, del lavoro di Carlo Petrini con Slow Food e dell’incontro con la più alta carica dello Stato come esercizio di educazione civica.

Non sono mancati i sostenitori pronti a fotografarlo o semplicemente a salutarlo. Alessandro Corne, 55 anni, ha spiegato di essere lì da fotografo per riuscire a immortalare il presidente, che non aveva ancora mai ripreso con la sua macchina. Poco distante, Andrea Camandona, 31 anni, medico torinese, ha raccontato di voler offrire un sostegno simbolico a Mattarella, giudicando il suo ruolo importante in una fase segnata da difficoltà politiche, sociali, economiche e internazionali.


Terra Madre apre con il peso del ricordo

La cerimonia inaugurale di Terra Madre Salone del Gusto si è svolta al Teatro Regio con il Capo dello Stato atteso a breve, mentre sul palco venivano chiamati i rappresentanti dei 120 Paesi presenti alla manifestazione. L’edizione 2026, ospitata nel centro storico fino al 27 settembre, segna il ritorno della rassegna più rilevante al mondo dedicata al «cibo buono, pulito e giusto» e alle politiche alimentari.

Per Torino, la presenza di Mattarella ha avuto anche un significato simbolico legato a Carlin Petrini, nel primo anno senza di lui. A sottolinearlo sono state, prima dell’ingresso del presidente, l’assessora alle Politiche giovanili Carlotta Salerno e la consigliera regionale di Avs Alice Ravinale, che hanno letto l’apertura della manifestazione come un segnale forte sul tema del cibo inteso come strumento di comunità, pace e rispetto per i piccoli produttori.

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Tra applausi, attese e parole dal palco

Il corteo presidenziale è entrato in piazza Castello poco prima della cerimonia. Mattarella ha salutato dall’auto blindata, poi gli applausi sono cresciuti quando è sceso, prima di raggiungere rapidamente il Regio. Una donna gli ha gridato “Ti stimo”, mentre un’altra voce, non vedendolo fermarsi, ha commentato con rammarico: “Nemmeno un saluto”.

Ad accoglierlo all’ingresso è stato il sindaco Stefano Lo Russo, che nel suo intervento ha richiamato il messaggio del presidente sulla scuola come luogo aperto a tutti e capace di unire. Ha ringraziato anche Slow Food, le istituzioni e i volontari che hanno reso possibile l’edizione torinese, insistendo sul valore delle differenze e sulla responsabilità comune verso il futuro.

Tra i segnali arrivati in questa giornata c’è anche una lettera di re Carlo per celebrare la nuova edizione di Terra Madre. Il legame tra la manifestazione e il sovrano britannico risale al 2004, quando, allora principe del Galles, partecipò alla prima edizione come ospite d’onore; il messaggio sarà letto durante la cerimonia dall’ambasciatore.

Nel pomeriggio, infine, Mattarella si sposterà all’Istituto Nazionale Oncologico di Candiolo e alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro, chiudendo così una visita che ha intrecciato istituzioni, territorio e impegno civile.

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