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Salute 3 min di lettura5 giorni fa

Longevità, la partita comincia a 30 anni: le sei regole di Longev-Italia

Asti ospita l’incontro con oltre 80 specialisti dedicato all’invecchiamento in salute, tra prevenzione, movimento, relazioni e corretta alimentazione.

Il modo in cui si arriverà alla vecchiaia dipende anche dalle abitudini adottate molto prima dell’età anziana. È questa la prospettiva al centro di Longev-Italia, iniziativa che il 25 e 26 settembre porta ad Asti più di 80 esperti da tutta Italia.

Nel Paese, dove oltre una persona su quattro ha superato i 65 anni, l’obiettivo è riportare al centro il valore della terza e della quarta età. Giovanni Gorgoni, direttore generale dell’Asl di Asti da quasi due anni, sostiene che il futuro stato di salute si costruisca già tra i 30 e i 40 anni, tenendo conto delle differenze genetiche individuali.


La longevità si prepara presto

Il confronto astigiano parte dall’idea che vivere a lungo non coincida automaticamente con vivere bene. Prevenzione, assistenza, alimentazione e legami sociali concorrono alla qualità degli anni più avanzati, secondo un approccio che punta ad aggiungere benessere al tempo guadagnato.

Il programma dell’evento riprende e adatta al contesto italiano Avoid, un protocollo elaborato in Ontario, Canada. L’acronimo riunisce sei ambiti: attività, vaccinazioni, revisione dei medicinali, rapporti con gli altri, alimentazione e nutrizione, oltre alla tutela del riposo notturno.


Sei leve per invecchiare meglio

Sul fronte del movimento, non basterebbe una passeggiata occasionale: l’indicazione è arrivare a un livello di impegno percepibile, uscendo di casa, camminando per almeno cinque chilometri e mantenendo, quando possibile, un’andatura sostenuta. Anche scale e percorsi in salita rientrano tra le attività suggerite.

La prevenzione dovrebbe iniziare già dopo i 40 anni, con particolare attenzione agli screening del colon per gli uomini e del seno per le donne. Quanto alle vaccinazioni, Gorgoni richiama anche possibili effetti più ampi: secondo quanto riportato nel corso dell’incontro, quella contro l’herpes zoster sarebbe associata a una diminuzione del rischio di demenza, mentre il vaccino anti-Covid a mRNA sarebbe stato collegato a una riduzione delle recidive tumorali.

Un altro punto riguarda i medicinali. Le terapie prescritte da specialisti diversi possono non risultare sempre compatibili; per questo la revisione complessiva delle prescrizioni serve, nell’impostazione illustrata, a limitare gli effetti indesiderati.

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Anche la rete sociale ha un ruolo rilevante. La perdita dei contatti può favorire isolamento e fragilità, mentre relazioni, stimoli mentali e attività fisica contribuiscono a mantenere allenate le capacità cognitive e il corpo.

Sul piano alimentare, la sintesi proposta è privilegiare cibi semplici e ridurre quelli ultraprocessati. La carne non viene esclusa: può sostenere il recupero muscolare in età avanzata, ma gli eccessi restano sconsigliati. Infine, il sonno viene indicato come essenziale per il recupero muscolare, neuronale e fisiologico, con l’obiettivo di dormire almeno 7 ore.


I rischi da non sottovalutare

Tra i principali fattori dannosi viene indicato il fumo. Sull’alcol, invece, il confronto scientifico resta aperto: l’abuso è considerato nocivo, mentre alcuni medici ritengono che quantità moderate, come un paio di bicchieri alla settimana, possano avere effetti favorevoli sull’organismo.

Il quadro dei rischi comprende anche pressione arteriosa, glicemia, colesterolo e isolamento sociale. Secondo i dati citati durante l’incontro, il 45% dei fattori associati alle demenze potrebbe essere evitato intervenendo su questi elementi e riducendo il consumo di fumo e alcol.

In questo contesto si inserisce la formula spesso utilizzata dai geriatri: «Aggiungere vita agli anni e non solo anni alla vita». Longev-Italia prova così a trasformare Asti, per due giornate, in un laboratorio dedicato all’invecchiamento in salute.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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