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Salute 3 min di lettura5 giorni fa

Longevità, il nodo nascosto: chi sa di più fa più fatica

Secondo il Comitato scientifico di Fondazione Onda Ets, la prevenzione non dovrebbe partire quando la malattia è già comparsa.

Claudio Mencacci ha richiamato anche il peso della salute mentale nelle patologie croniche, ricordando che, nel dolore cronico, i disturbi psicologici accompagnano spesso il quadro clinico.


La salute mentale pesa quanto quella fisica

Mencacci, presidente del Comitato scientifico di Fondazione Onda Ets e co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia, ha spiegato che nelle principali malattie croniche ansia e depressione si collocano in una fascia compresa tra il 20% e il 40%, con un aumento quando crescono dolore, disabilità e gravità della patologia. Ha aggiunto che, per la donna con una malattia cronica, il benessere psicologico non va trattato come un elemento accessorio, ma come parte della malattia stessa.

Nel dolore cronico, una metanalisi uscita su 'Jama Network Open' nel 2025 e basata su oltre 347mila persone ha rilevato depressione nel 39,3% dei casi e ansia nel 40,2%. Le percentuali superano il 50% nella fibromialgia e l’impatto risulta spesso più marcato sulle donne.


I giovani conoscono il rischio, ma lo praticano

È questo il quadro più netto emerso dall’indagine di Elma Research presentata al X congresso nazionale di Fondazione Onda Ets, dedicato a 'La crescita delle cronicità in un mondo che invecchia: differenze di genere'. Il sondaggio ha coinvolto 1.000 persone: 640 boomer tra i 65 e i 75 anni e 360 millennial tra i 30 e i 45 anni.

Tra i 30 e i 45 anni, l’80% considera necessario costruire basi solide per un buon invecchiamento prima dei 40 anni; nella fascia boomer la quota scende al 55%. Eppure, proprio i più giovani dicono di aver curato meno con regolarità alimentazione, attività fisica, riposo, esercizio mentale e soprattutto controlli di prevenzione e screening nell’ultimo anno.


Tempo, costi e stress frenano i millennial

Il 65% del campione millennial lavora full time e indica denaro, mancanza di tempo e pressione psicologica come i principali ostacoli. Anche il modo di informarsi è cambiato: il medico resta il riferimento principale, ma incide meno che tra i boomer, mentre web e social raddoppiano fino al 34% contro il 17% dell’altra generazione.

In parallelo cresce il ricorso allo psicologo. Nel 2024, secondo i dati richiamati nell’indagine, un italiano su 3 si è rivolto a questa figura, con un aumento del 62% delle consultazioni tra il 2018 e il 2024.

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Boomer più fragili, ma ancora centrali

Per Fondazione Onda, nata nel 2005 e oggi impegnata nella lettura delle differenze di genere e generazionali sulla salute, il quadro segnala due esigenze diverse. Da una parte c’è chi, pur con più acciacchi, continua a reggere casa, relazioni e responsabilità familiari; dall’altra c’è una fascia più giovane che riconosce il valore della prevenzione ma riesce con difficoltà a tradurlo in abitudini stabili.

Sette boomer su 10, infatti, continuano a occuparsi di casa e familiari, confermandosi una risorsa attiva per comunità e nuclei domestici. Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, ha chiesto politiche pubbliche e welfare aziendale capaci di raggiungere davvero i millennial, con misure accessibili nei costi, flessibili nei tempi e prive di toni colpevolizzanti.


Due generazioni, due idee di benessere

Anche Massimo Massagrande, Ceo di Elma Research, ha descritto un doppio binario. I boomer, pur avendo più patologie, restano orientati all’autonomia e vedono nella salute la condizione per conservare indipendenza e progettualità. I millennial, invece, guardano più presto al benessere psico-emotivo ma fanno i conti con un presente che assorbe risorse ed energie.

Il risultato è un rovesciamento rispetto all’immaginario più comune: chi ha più cronicità mostra spesso maggiore soddisfazione per salute mentale, autonomia, possibilità di fare ciò che desidera e fiducia nel futuro. Tra i millennial contano di più serenità emotiva, gestione dello stress e riposo; per entrambi, il semplice obiettivo del 'vivere a lungo' si ferma al 16%.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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