L'Italia è prima nell'Ue per i casi di morbillo
I dati Ecdc al 30 settembre indicano un’incidenza doppia rispetto alla media europea e una seconda dose ancora insufficiente
L’Italia ha registrato 651 casi di morbillo negli ultimi dodici mesi, il dato più alto tra i Paesi dell’Unione europea.
Massimo Andreoni, professore emerito di Malattie infettive all’Università Tor Vergata di Roma e componente del Consiglio Superiore di Sanità, ha ricordato che nel 2026 il Paese ha già registrato una morte per difterite. A margine della presentazione dei Bandi Gilead 2026, l’infettivologo ha espresso l’auspicio che non si verifichi un altro decesso per morbillo, definendolo “una drammatica sconfitta”.
Rino Agostiniani, presidente della Società Italiana di Pediatria, ha invitato a non considerare il morbillo una malattia innocua. Secondo il pediatra, i nuovi dati europei mostrano che il virus continua a circolare e rendono necessario individuare le persone non adeguatamente protette, compresi adolescenti e giovani adulti.
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La copertura delle vaccinazioni
Un’elaborazione della Società Italiana di Pediatria sui dati del ministero della Salute mostra progressi per la prima dose. Tra il 2016 e il 2024 la copertura è salita dall’87,26% al 94,77%, avvicinandosi all’obiettivo del 95%.
L’aumento è stato più contenuto per la seconda somministrazione, passata dall’82,24% all’84,45% nello stesso periodo. Il dato rimane distante dal livello indicato come necessario per eliminare il morbillo.
I numeri dell’Unione europea
Le statistiche del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, aggiornate al 30 settembre 2026, contano complessivamente 2.325 casi nell’Unione europea. I 651 casi italiani rappresentano più di un quarto del totale.
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L’incidenza nazionale è stata di 11 casi ogni milione di abitanti, contro una media europea di 5,1. Il valore italiano risulta quindi superiore al doppio della media registrata nell’Unione.
Età dei contagi e rischio
Andreoni ha spiegato che la prima dose viene generalmente somministrata intorno ai 12 mesi, mentre l’età mediana delle persone contagiate in Italia è di circa 30 anni. A suo giudizio, la circolazione del virus evidenzia una protezione incompleta tra fasce d’età più ampie.
L’infettivologo ha inoltre indicato una letalità media di un caso ogni 1.000. La presenza di persone non immunizzate può lasciare gruppi attraverso i quali il morbillo continua a diffondersi.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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