Leone, il referto dopo l’intervento: nessuna terapia aggiuntiva
Gli esami confermano un adenocarcinoma polmonare localizzato, mentre il Papa riprende gradualmente gli impegni pubblici e guarda al possibile viaggio di novembre
Il referto atteso dai medici del Papa ha portato una conferma positiva: la malattia individuata nel polmone era localizzata e, dopo l’intervento, non sarà necessario procedere con altre terapie. La comunicazione è arrivata nella stessa giornata in cui Leone è tornato tra i fedeli, otto giorni dopo l’operazione al Policlinico Gemelli.
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Il referto esclude nuove terapie
Gli esami istologici definitivi e le analisi di biologia molecolare eseguite sul materiale rimosso durante l’intervento hanno identificato un adenocarcinoma polmonare. La successiva valutazione oncologica ha stabilito che il quadro non richiede ulteriori trattamenti.
I medici, il personale del Pontefice, Luigi Carbone e il chirurgo Stefano Margaritora hanno sintetizzato così l’esito degli accertamenti: «Non è necessaria alcuna ulteriore terapia». La notizia rafforza l’ottimismo già emerso quando Leone aveva lasciato il Gemelli prima delle previsioni iniziali.
La ripresa procede con gradualità
Nella stessa giornata il Papa ha partecipato all’udienza generale in Piazza San Pietro. Prima dell’appuntamento ha salutato i partecipanti a un convegno nella Sala Clementina, poi ha percorso la piazza sulla papamobile, protetta da un tettuccio trasparente per ripararlo dalla pioggia caduta su Roma.
Davanti a circa 30mila fedeli, Leone ha ringraziato per le preghiere e ha richiamato la fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio. Il programma resta comunque ridotto: gli incontri sono più brevi e distribuiti, in linea con la ripresa graduale annunciata all’Angelus di domenica, il giorno successivo alle dimissioni.
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Il viaggio in Sudamerica resta possibile
Il volto del Pontefice mostrava qualche segno di stanchezza, ma Leone ha portato avanti anche i momenti conclusivi dell’udienza. Ha guidato il canto del Padre Nostro e ha salutato personalmente le persone ammesse al baciamano.
L’esito degli esami rende più concreto anche il possibile viaggio in Sudamerica previsto per novembre. L’itinerario dovrebbe comprendere Uruguay, Argentina e Perù, Paese nel quale Prevost ha vissuto per vent’anni.
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