Anzio, piove dentro la terapia intensiva: i sindaci chiedono la chiusura
Il reparto, aperto da quattro mesi, è stato invaso dall’acqua durante il maltempo: segnalato anche un precedente episodio e chiesto un intervento urgente.
La richiesta è netta: sospendere l’attività nel nuovo reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Anzio e mettere al riparo pazienti e operatori. I sindaci di Anzio, Aurelio Lo Fazio, e Nettuno, Nicola Burrini, hanno definito inaccettabile la situazione verificatasi dopo le piogge, sollecitando una soluzione immediata.
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I sindaci chiedono la chiusura
Per i due amministratori non si tratta di un inconveniente marginale. «Non una semplice macchia di umidità in un reparto inaugurato a giugno di quest’anno dopo lavori durati quasi due anni», hanno affermato, chiedendo che l’area venga chiusa finché non saranno eliminate le condizioni di rischio.
La loro presa di posizione riguarda anche la sicurezza quotidiana del personale e delle persone ricoverate. «Un intervento immediato per risolvere questo gravissimo problema di infiltrazione», è la richiesta, accompagnata dalla contestazione per interventi già sollecitati e, secondo i sindaci, rimasti senza una risposta adeguata.
Un reparto aperto da quattro mesi
La struttura era stata presentata come un reparto di eccellenza ed era entrata in funzione soltanto quattro mesi fa. I lavori necessari alla realizzazione del nuovo spazio ospedaliero erano proseguiti per quasi due anni, rendendo ancora più rilevante il problema emerso con le precipitazioni.
Burrini e Lo Fazio hanno sottolineato che l’edificio è di recente inaugurazione e che non ci sarebbero giustificazioni per le condizioni in cui si è trovato. A loro giudizio, le infiltrazioni non possono essere considerate un episodio isolato, poiché una situazione analoga si era già verificata durante una precedente ondata di maltempo, seppure con conseguenze più limitate.
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Acqua anche dalle lampade
Nella notte la pioggia ha raggiunto diversi punti del reparto dell’ospedale di Anzio, in provincia di Roma. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, l’acqua sarebbe penetrata lungo tutto il perimetro della struttura e sarebbe filtrata persino dalle nuove lampade installate negli ambienti.
Il contatto tra acqua e impianti ha fatto temere un cortocircuito, con possibili conseguenze per chi lavorava nel reparto e per i pazienti presenti. Gli operatori sanitari in servizio hanno cercato di contenere l’allagamento utilizzando tutta la biancheria disponibile, mentre il maltempo continuava a interessare il litorale a sud di Roma.
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