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Salute 4 min di lettura9 ore fa

Influenza, il vaccino parte da ottobre: chi lo riceve gratis

Medici, pediatri, farmacie e Asl hanno avviato la campagna 2026-2027, con priorità per anziani, fragili, bambini e categorie esposte.

La vaccinazione antinfluenzale è disponibile dall’inizio di ottobre, anche se tempi e modalità possono cambiare tra Regioni e aziende sanitarie locali. Il periodo indicato per proteggersi resta quello compreso tra metà ottobre e la fine di novembre, ma anche dicembre e gennaio possono essere utili: in Italia il picco dei contagi si verifica generalmente tra la fine di dicembre e la fine di gennaio, mentre la circolazione del virus può proseguire fino a marzo.


Gratuita per chi è più esposto

Il Servizio sanitario nazionale raccomanda la vaccinazione a partire dai 6 mesi di età e la offre senza costi alle persone considerate più vulnerabili o a chi può trasmettere il virus a soggetti fragili. Tra i destinatari prioritari figurano gli over60, le donne in gravidanza e nel periodo successivo al parto, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e le persone con patologie croniche che aumentano il pericolo di complicanze.

L’offerta comprende anche gli ospiti delle strutture di lungodegenza, i familiari e i contatti stretti di persone ad alto rischio. La circolare del ministero della Salute conferma inoltre l’attenzione per medici, operatori sanitari e sociosanitari, forze di polizia, vigili del fuoco, addetti ai servizi essenziali e lavoratori che hanno contatti professionali con animali.


Dove si può fare il vaccino

Il medico di famiglia e il pediatra rappresentano i principali punti di riferimento, soprattutto per anziani e malati cronici. Le dosi vengono somministrate anche nelle farmacie: gli adulti dai 18 anni possono accedervi senza una prenotazione dell’Asl e, se appartengono a una categoria a rischio, senza sostenere il costo del vaccino.

Restano disponibili gli ambulatori vaccinali delle Asl, generalmente su appuntamento, con particolare riferimento a bambini e donne in gravidanza. In ospedale, invece, la vaccinazione riguarda soprattutto persone ricoverate o già in cura e il personale. Chi non rientra nelle categorie esentate può acquistare il prodotto in farmacia con una spesa indicativa tra 19 e 40 euro, alla quale può aggiungersi il prezzo della somministrazione non convenzionata.


Le formulazioni cambiano con l’età

I vaccini vengono aggiornati regolarmente perché i virus influenzali cambiano nel tempo. Le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità guidano la produzione e l’autorizzazione dei preparati. Da alcune stagioni le formulazioni sono trivalenti: comprendono due virus di tipo A, H1N1 e H3N2, e uno di tipo B del lignaggio Victoria. Il lignaggio B/Yamagata non circola più dal 2020 ed è stato rimosso.

Sono disponibili vaccini inattivati standard, realizzati su uova o colture cellulari, utilizzabili dai 6 mesi. Per gli anziani esistono il preparato adiuvato, che contiene una sostanza capace di rafforzare la risposta immunitaria, e quello ad alto dosaggio, con una quantità quadrupla di antigene: il ministero li indica in via preferenziale dai 60 anni. Esiste inoltre una formulazione ricombinante, prodotta senza uova né virus, e uno spray nasale a virus vivo attenuato destinato a bambini e ragazzi dai 2 ai 18 anni.

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Protezione anche contro complicanze

La vaccinazione può essere effettuata nello stesso momento di quella contro Covid, pneumococco, herpes zoster e, per gli anziani, virus respiratorio sinciziale, purché le somministrazioni avvengano in parti del corpo differenti. Le Regioni offrono quest’ultimo vaccino in diversi casi dai 75 anni oppure dai 60 anni alle persone fragili. Gli effetti indesiderati sono di norma lievi e si risolvono in uno o due giorni: possono comparire dolore nella zona dell’iniezione, lieve febbre e stanchezza. L’allergia all’uovo non costituisce più una controindicazione, tranne quando in passato si siano verificate reazioni gravi.

L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco ha richiamato l’attenzione sui rischi dell’influenza, che nelle stagioni più intense può interessare oltre 15 milioni di persone in Italia e provocare migliaia di decessi, direttamente o attraverso le complicanze. «L’influenza può provocare danni permanenti al sistema cardiovascolare e aumentare il rischio di infarto», ha affermato, sottolineando che la vaccinazione va considerata, per la prevenzione cardiovascolare, insieme alla riduzione del colesterolo e alla cessazione del fumo.


Un appuntamento da rinnovare ogni anno

La protezione non è permanente e il vaccino deve essere ripetuto ogni stagione, sia perché i virus si modificano sia perché l’efficacia tende a diminuire con il tempo. La risposta immunitaria si sviluppa circa due settimane dopo l’iniezione e, in genere, copre l’intera stagione influenzale.

Il calendario della campagna nasce mesi prima della disponibilità delle dosi: a febbraio l’Organizzazione mondiale della sanità seleziona i ceppi destinati all’emisfero settentrionale, mentre la produzione avviene tra primavera ed estate. Tra giugno e luglio il ministero diffonde le raccomandazioni e le Regioni ordinano i vaccini; da ottobre partono le somministrazioni, la chiamata attiva dei pazienti a rischio e il monitoraggio settimanale dei casi attraverso RespiVirNet, il sistema dell’Istituto superiore di sanità.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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