Influenza 2026-27, dati mancanti e campagna da prolungare
La Fimmg invita ministero e Regioni a rivedere calendario e strumenti della vaccinazione in vista di una stagione respiratoria forse più tardiva.
La Fimmg sollecita una sorveglianza virologica ed epidemiologica completa già all’avvio della campagna antinfluenzale 2026-27. L’obiettivo è mettere i medici del territorio nelle condizioni di seguire l’evoluzione dei virus e di adeguare le decisioni all’andamento effettivo della stagione.
Ai territori servono dati aggiornati
Secondo Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Fimmg, oggi medici di famiglia e servizi territoriali non ricevono con continuità i dati settimanali di RespiVirNet sulla presenza dei virus respiratori. La federazione chiede quindi che queste informazioni siano accessibili fin dalle prime settimane, senza attendere la fase centrale dell’inverno.
Scotti ha spiegato che il monitoraggio contribuisce a distinguere malattie con sintomi simili, a valutare meglio le terapie e a individuare i pazienti da controllare con maggiore attenzione. Gli stessi dati, inoltre, permetterebbero di calibrare le vaccinazioni sulla reale incidenza registrata di settimana in settimana, anziché affidarsi soltanto a una programmazione prefissata.
Il clima può spostare il picco
A rendere meno prevedibile il calendario contribuiscono anche le proiezioni meteorologiche per i mesi più freddi. Le stime, influenzate da El Niño e dal cambiamento climatico generale, prospettano temperature sopra la media durante l’autunno e l’inverno, potenzialmente fino a gennaio-febbraio.
«Se le previsioni si confermassero, la curva epidemica potrebbe risultare più bassa, più lenta o spostata in avanti rispetto agli anni passati», ha osservato Scotti. Nel suo ragionamento, il freddo favorisce la trasmissione dei virus respiratori anche perché riduce il tempo trascorso all’aperto e porta più persone in luoghi chiusi e poco arieggiati.
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Perché dicembre potrebbe non bastare
Temperature miti nei primi mesi della stagione potrebbero indurre una parte della popolazione a rimandare la vaccinazione, percependo l’influenza come un rischio ancora lontano. Se invece l’aumento dei casi arrivasse più tardi, la conclusione abituale della campagna a dicembre potrebbe lasciare meno protetto il periodo di maggiore circolazione.
Per questo la federazione dei medici di medicina generale invita il ministero della Salute e le Regioni a riesaminare durata e modalità dell’intervento. L’avvio della campagna è fissato al primo ottobre 2026, ma la Fimmg propone di considerare un’estensione almeno fino a gennaio, alla luce sia delle previsioni climatiche sia dell’assenza di un quadro aggiornato sui virus respiratori.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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