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Salute 2 min di lettura4 giorni fa

Influenza 2026-2027, Bassetti lancia l’allarme sui casi più pesanti

Per il direttore del San Martino la prossima stagione potrebbe contare meno contagi, ma con un peso maggiore sui ricoveri; al centro resta il richiamo alla vaccinazione, soprattutto per fragili e anziani.

Il punto, per Matteo Bassetti, non è solo quante persone si ammaleranno: il rischio è che i casi risultino più complessi da gestire. Il direttore della Clinica di malattie infettive dell’Irccs San Martino vede infatti per la stagione influenzale 2026-2027 uno scenario con numeri contenuti ma con maggiore gravità clinica.


L’esperienza australiana pesa sulle previsioni

A spingere questa lettura è quanto osservato in Australia, dove l’influenza è arrivata prima che altrove. Bassetti ha spiegato all’Adnkronos Salute che lì si sono registrate meno infezioni rispetto all’annata precedente, giudicata invece molto aggressiva.

Il dato che lo preoccupa, però, riguarda i ricoveri: nonostante una circolazione inferiore del virus, gli ospedali hanno accolto più pazienti dell’anno prima. Per questo il medico parla di forme “più gravi e impegnative” e invita a mantenere alta l’attenzione.


Vaccino decisivo per fragili e anziani

Da questa lettura discende, secondo Bassetti, la centralità della prevenzione. Il suo giudizio sulla copertura contro l’influenza resta netto: la vaccinazione dovrebbe essere estesa a tutti, “da zero anni a 100 anni”.

Ma ci sono categorie che, nelle sue parole, non possono rinunciarvi. Tra queste mette in primo piano persone fragili e anziani, ricordando che un over 75 non vaccinato rappresenta, a suo avviso, un problema serio per il sistema sanitario. Quando gli viene chiesto cosa fare davanti alle resistenze di una parte della popolazione, Bassetti risponde che resta poco spazio d’azione oltre a offrire gratuitamente il vaccino e spiegare i rischi.

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I virus che circolano nell’altro emisfero

Il ragionamento del direttore si basa anche sui ceppi osservati nell’emisfero australe. Lì hanno circolato soprattutto H3N2 e H1N1, i due virus classici dell’influenza A, mentre l’influenza B si è vista meno.

Per Bassetti questo quadro rende plausibile un andamento simile anche in Italia, con una stagione non necessariamente più estesa, ma potenzialmente più complicata sul piano clinico. Da qui l’invito a non abbassare la guardia in vista dei prossimi mesi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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