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Salute 1 min di lettura8 ore fa

Il viso rivela davvero la carenza di ferro

Pallore, occhiaie e pelle secca alimentano una teoria sui social, ma l’aspetto del volto non consente di stabilire da solo se manca ferro.

Pallore, occhiaie, pelle secca, labbra screpolate e un’espressione affaticata vengono associati sui social alla possibile carenza di ferro. Questi segni, però, non permettono di arrivare a una diagnosi osservandosi allo specchio.


I segnali non bastano

L’idea di riconoscere la carenza di ferro dal volto si è diffusa attraverso una definizione utilizzata online, riferita a un aspetto stanco e pallido. Tra gli elementi citati compaiono anche le occhiaie, la secchezza della pelle e le labbra che tendono a screpolarsi.

Il loro riscontro non equivale tuttavia alla presenza di una carenza. Come spiega l’ematologo Claudio Cricelli, l’aspetto esteriore può suscitare un dubbio, ma non è sufficiente per confermare una condizione legata ai livelli di ferro.


La risposta arriva dai controlli

Per chiarire l’origine di questi segnali è quindi necessario andare oltre l’osservazione del viso. La valutazione non può basarsi soltanto sull’impressione di apparire più stanchi, pallidi o con la pelle meno idratata.

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Cricelli richiama l’attenzione sull’importanza di osservare i sintomi nel loro insieme e di ricorrere agli accertamenti indicati per verificare l’eventuale carenza. Senza questi controlli, collegare automaticamente il proprio aspetto alla mancanza di ferro resta un’ipotesi, non una diagnosi.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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