Giappone, somministrato il primo trattamento cellulare per il Parkinson
La terapia è stata somministrata a una paziente, ma Limpe-Dismov richiama i limiti dei dati disponibili.
Una paziente con malattia di Parkinson ha ricevuto in Giappone il primo trattamento cellulare approvato dalle autorità locali.
La Società Italiana Parkinson e Disordini del Movimento, Limpe-Dismov, precisa che il prodotto giapponese è arrivato alla somministrazione dopo un percorso di ricerca e sperimentazione clinica sottoposto a controlli rigorosi. Questo precedente, tuttavia, non rende automaticamente affidabili altri trattamenti presentati come terapie con staminali.
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Le cautele degli specialisti
Alessandro Tessitore, presidente di Limpe-Dismov, invita a non considerare la procedura come una soluzione già consolidata. I risultati disponibili derivano infatti da uno studio limitato a sette persone e privo di gruppo di controllo.
Anche un’eventuale conferma dell’efficacia non equivarrebbe alla guarigione. «Compensare la carenza di dopamina non significa fermare il Parkinson», ha spiegato Tessitore, ricordando che la degenerazione continua a interessare anche altre cellule cerebrali.
Disponibilità ancora limitata
Il trattamento non è al momento accessibile in Italia né nel resto d’Europa. L’esperto esorta quindi a diffidare delle proposte a pagamento effettuate al di fuori di sperimentazioni autorizzate.
Secondo Limpe-Dismov, la produzione e l’impiego della terapia giapponese sono sottoposti a un controllo specifico. La sua autorizzazione non costituisce dunque una convalida generale per qualunque approccio basato su cellule staminali.
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Le cellule impiantate
La definizione di terapia con staminali, osserva Tessitore, non descrive con precisione il procedimento. «Non si trapiantano cellule staminali, ma cellule che ne derivano, cioè precursori già indirizzati a diventare neuroni produttori di dopamina, con il compito di sostituire quelli perduti».
Questi precursori vengono ricavati da cellule adulte di un donatore e riprogrammati in laboratorio. In seguito sono inseriti nel putamen, una regione cerebrale coinvolta nella regolazione dei movimenti.
Il trattamento in Giappone
La terapia si chiama raguneprocel ed è distribuita con il nome commerciale di Amchepry. È destinata alle persone con Parkinson che non ricevono un beneficio sufficiente dai medicinali già disponibili, con l’obiettivo di attenuare i disturbi motori.
La somministrazione è avvenuta nei giorni scorsi e il decorso dopo l’intervento è stato giudicato favorevole. La paziente ha già lasciato l’ospedale.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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