Fegato, la cena troppo tardi può aumentare il rischio: cosa emerge
Una ricerca su quasi 200mila persone collega il cibo consumato dopo cena a una maggiore probabilità di problemi epatici, ma il rapporto causale resta da dimostrare.
Il rapporto tra pasti notturni e salute del fegato non è ancora una certezza causale. Proprio per chiarire questo punto, i ricercatori hanno avviato un nuovo studio clinico che controllerà direttamente gli orari dell’alimentazione e valuterà se concentrare prima nella giornata l’apporto calorico possa modificare alcuni parametri nelle persone con steatosi epatica. Le conclusioni sono attese nei prossimi anni.
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Il meccanismo resta da chiarire
Secondo gli autori, una possibile chiave di lettura è rappresentata dai ritmi circadiani, cioè dai meccanismi biologici che contribuiscono a coordinare metabolismo e alternanza tra sonno e veglia. Il fegato risponde in modo particolarmente sensibile a questi cicli.
Nelle ore dedicate al riposo, molte funzioni legate alla digestione e alla gestione dell’energia rallentano. Assumere calorie quando l’organismo si sta predisponendo biologicamente al sonno potrebbe quindi rendere meno efficiente l’elaborazione dei nutrienti e favorire squilibri metabolici, tra cui quelli associati alle malattie del fegato. Il funzionamento preciso di questo collegamento, tuttavia, non è stato ancora definito.
Quasi 200mila persone sotto esame
Il risultato arriva da un’analisi condotta dalla Oregon Health & Science University e pubblicata su Clinical Gastroenterology and Hepatology. Per realizzarla sono state utilizzate le informazioni di tre grandi ricerche prospettiche statunitensi: Nurses’ Health Study, Nurses’ Health Study II e Health Professionals Follow-up Study.
Nel complesso, il campione comprendeva quasi duecentomila partecipanti, per i quali erano disponibili dati sull’alimentazione, sulla distribuzione degli orari dei pasti e su diverse abitudini quotidiane. Il confronto ha riguardato chi riferiva di mangiare dopo la cena o durante la notte e chi invece non aveva questa consuetudine.
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Un’associazione che richiede conferme
Tra i consumatori abituali di cibo in tarda serata è stata osservata una probabilità superiore del 20-30% di andare incontro a una compromissione della funzionalità epatica. Il collegamento comprende condizioni come la steatosi, comunemente chiamata fegato grasso, e forme più severe quali la cirrosi; nello stesso quadro rientra anche il possibile contributo delle calorie aggiuntive all’aumento di peso.
Robert Wilechansky, epatologo della Oregon Health & Science University e coautore della ricerca, ha spiegato che altri lavori avevano già lasciato intravedere un rapporto simile, mentre questa analisi ha collegato in modo esplicito l’orario dei pasti anche alla steatosi epatica. Gli stessi autori invitano però alla prudenza: la ricerca è osservazionale, si fonda su questionari compilati dai partecipanti e non consente di stabilire che mangiare di notte sia direttamente la causa dei disturbi rilevati.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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