1.229notizie oggi Scopri i vantaggi
Salute 3 min di lettura20 ott

Fegato e autoimmunità: i nanovettori cercano il bersaglio

Una ricerca italiana ha selezionato particelle capaci di veicolare acidi nucleici verso le cellule immunitarie coinvolte nella colangite biliare primitiva

Una nuova piattaforma basata sulla nanotecnologia potrebbe rendere più selettiva la distribuzione dei farmaci nelle malattie autoimmuni e infiammatorie del fegato. Il sistema è stato sviluppato da ricercatori della Sapienza Università di Roma, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, grazie a un progetto sostenuto dal Pnrr.

Lo studio si è concentrato sulla colangite biliare primitiva, patologia dell’età adulta che colpisce i dotti biliari. Secondo le stime riportate dai ricercatori, ogni anno si registrano oltre 100mila nuovi casi, circa il 90% dei quali riguarda donne. Nelle forme più gravi, la malattia può rendere necessario il trapianto di fegato.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Una particella progettata per colpire le cellule giuste

L’obiettivo del lavoro era creare un veicolo capace di portare, con una singola somministrazione, specifici acidi nucleici all’interno delle cellule immunitarie presenti nel fegato. Queste molecole sono state scelte perché possono bloccare la produzione eccessiva di una proteina associata alla patologia.

A svolgere il ruolo di trasporto sono stati quattro nanovettori, simili nella struttura ma caratterizzati da variazioni nella componente lipidica superficiale a base di colesterolo. I ricercatori sottolineano che differenze apparentemente ridotte possono modificare in modo rilevante il comportamento delle particelle nell’organismo e la loro capacità di raggiungere determinati organi.

La progettazione, la sintesi e la caratterizzazione dei nanovettori sono state coordinate dal gruppo di Giulio Caracciolo della Sapienza. «Piccole modifiche della superficie di questi vettori possono modificare in maniera molto significativa il direzionamento organo-specifico dei nanovettori», ha spiegato il ricercatore, indicando possibili applicazioni anche in ambiti clinici diversi da quello studiato.


Oltre due anni tra sicurezza e efficacia

Il percorso sperimentale è durato più di due anni ed è stato organizzato in tre passaggi. Dopo la fase iniziale dedicata alla realizzazione delle particelle, i gruppi di Milano-Bicocca e del Mario Negri ne hanno esaminato la biosicurezza e la capacità di entrare nelle cellule bersaglio, così da individuare la formulazione più adatta alla fase successiva.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

L’ultimo passaggio ha riguardato la verifica dell’efficacia terapeutica su un modello animale in grado di riprodurre caratteristiche patologiche e cliniche rilevanti della colangite biliare primitiva umana. Il progetto ha quindi combinato sviluppo nanotecnologico, analisi di sicurezza e sperimentazione preclinica.

Per Paolo Bigini, dell’Istituto Mario Negri, la disponibilità di preparati con proprietà definite è fondamentale nella fase preclinica, soprattutto in una disciplina ancora giovane come la nanomedicina. «La variabilità dei sistemi rappresenta una delle principali sfide», ha osservato il ricercatore.


Un risultato ancora nella fase preclinica

Alla ricerca hanno partecipato i gruppi guidati da Caracciolo, Bigini, Pietro Invernizzi e Carlo Alberto Scirè, con il coinvolgimento anche della Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori di Monza. Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista internazionale Small.

Invernizzi ha definito i risultati «un primo passo» verso una possibile applicazione clinica per le patologie epatiche di questo tipo. La strategia descritta, tuttavia, si trova ancora nell’ambito della ricerca preclinica: i dati disponibili riguardano infatti la sicurezza e l’attività del sistema nei test condotti prima di un eventuale sviluppo clinico.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere