Fascicolo sanitario 2.0, il dato deve viaggiare con il paziente
Al Congresso Sibioc di Rimini il focus sull’interoperabilità: referti leggibili e confrontabili anche quando cambiano strutture e sistemi informatici.
Solo il 40% dei 254 professionisti coinvolti in un’indagine nazionale riferisce di utilizzare almeno in parte lo standard internazionale per identificare gli esami di laboratorio. È uno dei nodi emersi a Rimini, durante il 58° Congresso Nazionale della Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica-Medicina di Laboratorio (Sibioc), dove si è discusso del Fascicolo sanitario elettronico 2.0.
Il referto non può fermarsi alla struttura
La sfida non riguarda soltanto la digitalizzazione dei documenti. Un risultato diagnostico deve poter essere trasferito tra strutture diverse, interpretato dai rispettivi sistemi informatici e confrontato con altri esami senza perdere il proprio significato clinico.
Sabrina Buoro, presidente Sibioc, ha spiegato che il Fascicolo sanitario elettronico costituisce un’opportunità importante, ma che il semplice passaggio dal supporto cartaceo a quello digitale non basta. «Il salto di qualità consiste nel fare in modo che il risultato diagnostico possa seguire la persona, essere riconosciuto nei diversi sistemi e mantenere ovunque lo stesso significato clinico», ha affermato.
Standard ancora applicati in modo disomogeneo
La stessa società scientifica descrive il Fascicolo 2.0 come il passaggio graduale da un documento da conservare a un insieme di dati strutturati. In questa prospettiva, il referto di laboratorio dovrebbe diventare una componente utilizzabile lungo tutte le fasi dell’assistenza, indipendentemente dal luogo in cui la persona viene curata.
L’indagine mostra però che la diffusione dello standard non è ancora pienamente verificabile. Il 60% degli intervistati dichiara di non avere informazioni sufficienti sull’ampiezza della sua applicazione, mentre soltanto il 20% segnala una copertura superiore all’80%.
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Dati comuni per cure più sicure
Secondo Sibioc, informazioni comprensibili, confrontabili e affidabili possono aiutare il medico a ricostruire con maggiore precisione la storia clinica del paziente e a prendere decisioni più appropriate. La corretta condivisione dei dati viene quindi collegata anche alla qualità e alla sicurezza dell’assistenza.
Il tema si inserisce nel quadro dell’European Health Data Space (Ehds), che punta a definire regole, infrastrutture e criteri comuni per permettere un uso sicuro e interoperabile delle informazioni sanitarie elettroniche nei Paesi europei. L’obiettivo è fare in modo che un esame venga riconosciuto e compreso correttamente anche lontano dal centro che lo ha eseguito.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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