Cuore degli anziani, l’istruzione cambia il quadro: i numeri di PreVasc
Tra gli anziani il cuore non risente soltanto dell’età e delle abitudini quotidiane.
Tra gli anziani il cuore non risente soltanto dell’età e delle abitudini quotidiane. I dati del progetto PreVasc mostrano infatti una marcata distanza nella presenza di patologie cardiovascolari: il problema riguarda il 38,6% delle persone con un livello di istruzione più basso, contro il 16% di quelle con una scolarità più elevata.
I risultati del primo screening cardiovascolare di comunità saranno illustrati il 2 ottobre alla Camera. L’indagine ha coinvolto 2.600 persone con più di 65 anni, con un’età media di 74,7 anni.
La vulnerabilità sociale pesa sul cuore
Alessandro Boccanelli, coordinatore di PreVasc per la Società italiana di Cardiologia geriatrica e presidente dell’associazione Salute e Società, sottolinea che l’elemento più rilevante non riguarda soltanto i parametri clinici. A suo giudizio, anche il contesto sociale contribuisce a delineare un quadro diverso tra i partecipanti.
«Il numero medio di patologie passa infatti da circa 3 tra le persone con minore vulnerabilità a quasi 4 tra quelle con maggiore vulnerabilità», ha spiegato Boccanelli presentando i risultati. Il dato collega quindi il carico complessivo di malattie alle condizioni di maggiore fragilità sociale.
La fascia di reddito familiare sembra avere un peso meno netto rispetto all’istruzione. L’associazione più evidente riguarda l’obesità: la quota è del 27,5% tra chi dispone di meno di 10.000 euro l’anno e scende al 15,9% nella fascia compresa tra 30.001 e 50.000 euro.
I numeri dello screening cardiologico
Nel campione esaminato, l’ipertensione interessa il 43% delle persone, mentre la dislipidemia, cioè l’alterazione dei grassi presenti nel sangue come colesterolo e trigliceridi, riguarda il 47%. Il diabete è stato rilevato nel 7% dei partecipanti; il 14% fuma e il 21% ha smesso di fumare.
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Particolare attenzione è stata riservata alla frazione di eiezione, l’indicatore utilizzato per valutare la funzionalità del muscolo cardiaco. In 241 casi, pari al 9,2% del totale, il valore è risultato inferiore al 50%; per tre persone è sceso sotto il 30%.
Lo screening ha inoltre individuato alterazioni valvolari di entità moderata o severa. La stenosi aortica è stata riscontrata nell’1,07% dei soggetti, l’insufficienza mitralica nel 4,69% e quella tricuspidalica nel 5%.
Reddito, fumo e pressione
Per obesità, fumo e ipertensione l’andamento appare complessivamente meno favorevole nelle fasce economiche più basse. Tuttavia, la differenza osservata tra i quattro gruppi di reddito supera solo di poco la soglia della significatività statistica.
Boccanelli precisa che, nel caso di fumo e pressione alta, le variazioni seguono la stessa direzione, ma non raggiungono una significatività statistica. Il reddito familiare emerge dunque come elemento associato soprattutto alla diversa frequenza dell’obesità, mentre il livello di istruzione evidenzia lo scarto più ampio nella presenza di patologie cardiovascolari.
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