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Salute 2 min di lettura1 ora fa

Farmaci equivalenti, la sfida di Schillaci: accesso e conti del Ssn

Il ministro indica nelle terapie fuori brevetto e nelle filiere produttive due leve per conciliare cure disponibili, stabilità industriale e sostenibilità pubblica.

La sanità deve tenere insieme due esigenze: offrire ai cittadini trattamenti efficaci a costi accessibili e preservare l’equilibrio finanziario del Servizio sanitario nazionale. Per Orazio Schillaci, ministro della Salute, il comparto dei medicinali fuori brevetto è una parte importante di questa partita, perché contribuisce alla capacità complessiva del sistema di rispondere ai bisogni di salute.


Il nodo è l’equilibrio del sistema

«La sfida è garantire ai cittadini terapie efficaci e accessibili e, allo stesso tempo, assicurare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e la solidità delle filiere produttive», ha affermato Schillaci. Il ministro ha quindi richiamato la necessità di un dialogo continuo tra istituzioni, aziende, professionisti e gli altri soggetti coinvolti nella filiera farmaceutica.

Secondo Schillaci, l’XI Rapporto dell’Osservatorio di Egualia mette a disposizione elementi utili per leggere i cambiamenti del settore e orientare le decisioni future. Lo studio riguarda l’evoluzione dei farmaci accessibili e l’individuazione delle risposte più adeguate alle difficoltà che il comparto dovrà affrontare nei prossimi anni.


Filiera e scorte restano decisive

Le crisi internazionali e le difficoltà emerse nelle catene di fornitura hanno reso più urgente disporre di una produzione affidabile e di reti industriali capaci di mantenere disponibili i medicinali. Il ministro ha sottolineato che la continuità delle forniture rappresenta innanzitutto una garanzia per la salute della popolazione.

In questo quadro, i farmaci equivalenti vengono indicati come uno strumento per ampliare l’accesso alle cure e impiegare con maggiore efficienza le risorse disponibili. La loro funzione, secondo Schillaci, si collega direttamente alla tenuta dell’assistenza farmaceutica e alla necessità di rafforzare le capacità produttive nazionali e internazionali.


Cambia la gestione dei medicinali

Il ministero ha riferito di avere potenziato il controllo sulle indisponibilità e gli strumenti per intervenire quando si verificano carenze. Tra le attività citate figurano quelle di Aifa, che coordina il Tavolo tecnico indisponibilità, insieme a un organismo stabile dedicato alla disponibilità dei medicinali e operativo nell’amministrazione sanitaria centrale.

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Schillaci ha inoltre ricordato la revisione dell’assetto di Aifa, realizzata dopo circa vent’anni, e il nuovo modello organizzativo che avrebbe accorciato i tempi delle pratiche relative a prezzi e rimborsi. È stata aggiornata anche la regolazione dei medicinali innovativi, con un quadro più ordinato per il loro accesso e per le modalità di finanziamento.


Il rapporto presentato a Roma

Le considerazioni del ministro sono state affidate a un videomessaggio trasmesso in occasione della presentazione, avvenuta oggi a Roma, dell’XI Rapporto dell’Osservatorio di Egualia. L’associazione riunisce le imprese italiane attive nei medicinali equivalenti, biosimilari e a valore aggiunto.

La ricerca è stata realizzata con il supporto di Nomisma e Teha Group. Nel suo intervento, Schillaci ha collegato il contenuto del rapporto alla necessità di consolidare le filiere e di garantire forniture regolari in uno scenario internazionale definito complesso.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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