3.000Lettori online ora
Salute 2 min di lettura1 ora fa

Gemmato apre agli equivalenti: gare e payback nel mirino

Il sottosegretario indica possibili interventi per sostenere i farmaci equivalenti e ricorda l’eliminazione del contributo dell’1,83%.

Il settore dei farmaci equivalenti potrebbe ottenere nuove misure di sostegno senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario. A indicare questa prospettiva è stato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenuto durante la presentazione dell’XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia.

Gemmato ha definito accoglibili diverse istanze avanzate dal comparto, collegandole alla necessità di rendere più sostenibile la produzione e la disponibilità dei medicinali bioequivalenti. Secondo il sottosegretario, il settore contribuisce anche alla riduzione della spesa del Servizio sanitario nazionale.


Le richieste considerate realizzabili

Tra le proposte citate figura una campagna informativa dedicata ai farmaci equivalenti. L’obiettivo indicato è rafforzare la conoscenza di questa categoria di medicinali, che secondo Gemmato rappresenta una componente utile per contenere i costi dell’assistenza pubblica.

Un altro tema riguarda la creazione di una centrale unica d’acquisto. Il sottosegretario ha inoltre menzionato la possibilità di non ricorrere alle gare quando per un determinato principio attivo esiste un solo proprietario e, di conseguenza, un solo farmaco disponibile.

«Molte delle richieste che vengono dal comparto dei farmaci equivalenti sono accoglibili», ha affermato Gemmato nel corso dell’incontro. A suo giudizio, questi interventi potrebbero essere adottati senza produrre un impatto economico, pur offrendo un sostegno concreto alla tenuta del comparto.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il nodo del payback all’1,83%

Nel suo intervento, Gemmato ha richiamato anche una misura già adottata dal governo: la cancellazione del payback dell’1,83%, applicato al mondo dei farmaci equivalenti e, più in generale, alla spesa convenzionata.

Il contributo era nato come tassa di scopo dopo il terremoto dell’Abruzzo. Con il tempo, ha spiegato il sottosegretario, era diventato un onere strutturale a carico dell’industria farmaceutica, nonostante l’origine emergenziale.

«L’abbiamo abolita per dare un contributo alla sostenibilità di un settore strategico e fondamentale», ha detto Gemmato. La scelta viene collegata alla ricerca di risparmi e alla solidità del sistema sanitario nazionale pubblico, mentre le altre richieste del comparto restano tra gli interventi considerati possibili.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere