Farmaci accessibili, l’allarme di Egualia: a rischio la tenuta del sistema
Riccardo Zagaria chiede una revisione delle regole dopo l’aumento dei costi sostenuto dalle aziende del comparto, superiore al 30%.
La produzione di medicinali fuori brevetto rappresenta, secondo Egualia, un punto d’incontro tra tutela della salute, autonomia industriale e crescita economica. Difenderne la sostenibilità significa mantenere la disponibilità delle cure attuali e preservare la possibilità di produrle in Italia anche negli anni a venire.
Una filiera strategica per il Paese
Riccardo Zagaria, presidente di Egualia, richiama il valore industriale delle aziende che realizzano farmaci equivalenti, biosimilari e medicinali a valore aggiunto. Il comparto contribuisce alla continuità delle terapie e sostiene una capacità produttiva considerata strategica per l’economia nazionale.
Il rafforzamento dei medicinali non più coperti da brevetto, aggiunge Zagaria, non riguarda soltanto l’equilibrio finanziario del Servizio sanitario nazionale. Questi prodotti assicurano ampi volumi di trattamento a prezzi contenuti, rendendo disponibili risorse che possono essere destinate anche alle terapie innovative.
Costi in crescita, equilibrio più fragile
Negli ultimi anni le imprese hanno reagito alle difficoltà riorganizzando le attività, continuando a investire e mantenendo l’occupazione. Nel frattempo, però, hanno assorbito rincari superiori al 30%, una pressione che ha iniziato a incidere sulla redditività del settore.
«La prima flessione della redditività ci dice però che questo equilibrio sta diventando sempre più fragile», osserva Zagaria. Per il presidente di Egualia, la capacità di adattamento mostrata finora dalle aziende non può essere l’unico strumento per affrontare condizioni economiche sempre più complesse.
Regole diverse per mercati diversi
Zagaria sottolinea che ricerca innovativa e medicinali accessibili sono entrambi necessari al sistema sanitario, ma funzionano secondo logiche economiche molto differenti. Per questo, sostiene, non dovrebbero essere gestiti attraverso un’impostazione uniforme.
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Dopo una lunga fase nella quale l’adeguamento è ricaduto soprattutto sulle imprese, l’associazione sollecita un cambiamento nella governance del comparto. L’obiettivo indicato è rendere più stabile la produzione di farmaci equivalenti e biosimilari, così da sostenere contemporaneamente l’assistenza sanitaria e la base industriale italiana.
Il rapporto presentato a Roma
Le considerazioni arrivano in occasione dell’XI Rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili di Egualia, elaborato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato oggi a Roma. Nel commentarlo, Zagaria ha collegato la tenuta delle aziende alla capacità del Paese di garantire nel tempo l’approvvigionamento delle cure.
Secondo il presidente, investire nei medicinali fuori brevetto vuol dire quindi proteggere la continuità terapeutica, consolidare la produzione nazionale e sostenere lo sviluppo industriale. La richiesta rivolta alle istituzioni è di adeguare il modello di governo alle caratteristiche specifiche dei diversi segmenti farmaceutici.
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