Dipendenze, la rete tra medico di famiglia e servizi cambia passo
Simg e FederSerd avviano un’intesa per collegare prevenzione, presa in carico e controlli nel tempo contro fumo, alcol e dipendenze comportamentali.
Il sovraccarico degli ambulatori, la crescita delle patologie croniche e la disponibilità non uniforme dei servizi territoriali rischiano di rendere più difficile riconoscere per tempo i comportamenti a rischio. È anche da questa criticità che nasce l’intesa tra medicina generale e Servizi per le Dipendenze, presentata a Napoli durante il XV Congresso nazionale di FederSerd.
L’obiettivo è creare un collegamento stabile tra chi intercetta per primo il disagio e le strutture specialistiche, così da accompagnare la persona lungo un percorso continuativo, dalla prevenzione al monitoraggio.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Una rete contro la frammentazione
L’accordo coinvolge la Società Italiana dei Medici di Medicina Generale (Simg) e FederSerd, la Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze. Il campo di intervento comprende il consumo di tabacco e alcol, ma anche le dipendenze comportamentali.
Secondo Alessandro Rossi, presidente della Simg, il medico di famiglia dovrebbe lavorare in collegamento con i servizi territoriali per riconoscere il problema e orientare il paziente verso la risposta più adatta. «L’obiettivo è mettere in rete il medico di famiglia, primo punto di contatto con il paziente, e i servizi territoriali», ha spiegato al congresso, indicando nella collaborazione tra competenze diverse la strada per superare gli interventi separati.
Formazione e presa in carico
La costruzione di una rete efficace deve fare i conti con l’aumento degli accessi alla medicina generale, legato all’invecchiamento della popolazione e alla maggiore presenza di malattie croniche. A questo si aggiungono il ridimensionamento dei servizi sul territorio e l’avvio ancora disomogeneo delle Case della comunità, elementi che possono lasciare in secondo piano l’identificazione delle condotte problematiche.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Per rispondere a queste difficoltà, le due società scientifiche valutano anche programmi di formazione condivisi. Roberta Balestra, presidente di FederSerd, ha sottolineato che il medico di medicina generale può avere un ruolo decisivo nell’intercettazione precoce e che la collaborazione con i servizi specialistici deve basarsi su percorsi comuni, mantenendo distinte le competenze di ciascun professionista.
Dalla prevenzione al monitoraggio
Il progetto non si limita al momento della segnalazione o dell’invio a un servizio. La prospettiva indicata dall’intesa comprende infatti più fasi: prevenzione, presa in carico e verifica dell’evoluzione nel tempo, con l’intento di garantire maggiore continuità all’assistenza.
In questo modello, il medico di famiglia rappresenta il primo possibile punto di contatto, mentre i Servizi per le Dipendenze mettono a disposizione l’intervento specialistico. Il risultato atteso è una collaborazione più coordinata per affrontare sia le dipendenze da sostanze legali sia quelle comportamentali.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Farmaci innovativi, la sfida è misurare ciò che cambia davvero
A Genova AIFA e istituzioni territoriali hanno discusso come valutare terapie, risultati per i pazienti e sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Prader-Willi, il nodo dell’iperfagia: cosa cercano i nuovi farmaci
Al congresso nazionale dedicato alla sindrome si è discusso del possibile ruolo degli agonisti del GLP-1 e del coinvolgimento diretto dei pazienti nella ricerca.
Melanoma, la sfida è sui resistenti: biomarcatori e nuove cure
Anna Maria Di Giacomo indica nelle terapie mirate e nella qualità di vita le priorità della ricerca sui pazienti che non rispondono ai trattamenti.
Non solo terapia: Teva premia 5 progetti per una sanità più umana
Alla settima edizione degli Humanizing Health Awards, cinque associazioni ricevono 10mila euro ciascuna per iniziative rivolte a pazienti e caregiver