Diabete, la sfida parte dagli organi: a Milano 15mila esperti
Il congresso europeo riunisce nella città lombarda la comunità scientifica per discutere prevenzione, diagnosi precoce e nuove strategie contro diabete e obesità.
La gestione del diabete di tipo 2 non dovrebbe limitarsi alla riduzione della glicemia o al controllo del peso. L’obiettivo indicato a Milano è più ampio: contenere anche le conseguenze su cuore, reni e fegato, intervenendo con maggiore tempestività già nelle prime fasi della malattia.
La terapia guarda oltre la glicemia
Il congresso ospita la presentazione di un documento condiviso da esperti europei e americani sul diabete di tipo 2. Il testo suggerisce di prendere in considerazione, già nelle vicinanze della diagnosi, l’utilizzo dei medicinali più efficaci, anche attraverso associazioni tra trattamenti.
Secondo Francesco Giorgino, presidente dell’Associazione europea per lo studio del diabete (Easd), la strategia deve puntare a una protezione complessiva dell’organismo. Tra gli esiti da ridurre vengono indicati gli eventi cardiovascolari, l’insufficienza renale e la malattia metabolica del fegato, oltre agli obiettivi più immediati sul metabolismo e sul peso.
Prevenzione sempre più urgente
La crescita congiunta di diabete e obesità rappresenta una priorità che non riguarda soltanto i Paesi emergenti o in via di sviluppo. Il fenomeno interessa anche l’Europa e l’Italia, rendendo necessario rafforzare la prevenzione e rendere più intensivo l’intervento nelle fasi iniziali.
Giorgino ha sottolineato che il congresso milanese costituisce il principale appuntamento internazionale dedicato al diabete. La comunità scientifica italiana, ha spiegato, ha contribuito in modo significativo ai lavori e figura tra quelle con il maggior numero di contributi scientifici.
Milano torna al centro della ricerca
Sono oltre 15mila le persone registrate all’incontro, arrivate da diverse parti del mondo. L’appuntamento si svolge all’Allianz MiCo di Milano e segna il rientro del congresso dell’Easd in Italia dopo 18 anni.
La partecipazione conferma l’ampiezza del confronto tra ricercatori ed esperti su diabete e obesità. Al centro delle discussioni restano la necessità di anticipare le azioni di prevenzione e quella di affrontare la malattia con strumenti più incisivi fin dal momento della diagnosi.
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