Depressione resistente, la pista della radiochirurgia: 20 pazienti studiati
Uno studio pilota segnala un calo dei sintomi e dei pensieri suicidi, con risultati osservati per più di tre anni nei pazienti monitorati.
Una radiochirurgia estremamente precisa potrebbe offrire una nuova opzione per alcune persone con depressione maggiore grave e non responsiva ai trattamenti abituali. In uno studio pilota condotto su 20 pazienti, il trattamento è stato associato a una riduzione dei sintomi depressivi e dei pensieri suicidi.
Calano anche i pensieri suicidi
Prima della procedura, 14 partecipanti avevano riferito pensieri suicidi; nelle valutazioni successive il numero è sceso a uno. Tra i pazienti esaminati con strumenti di autovalutazione, l’89% ha inoltre registrato un miglioramento dei punteggi relativi alla depressione.
I risultati sono rimasti osservabili per oltre tre anni. Nel corso del follow-up, i partecipanti sono stati controllati ogni tre mesi e sottoposti anche a risonanza magnetica per verificare l’evoluzione nel tempo.
Un intervento senza incisioni
La tecnica studiata è la capsulotomia radiochirurgica stereotassica. Il procedimento concentra le radiazioni su una minuscola area profonda del cervello, all’interno di un circuito collegato alla regolazione dell’umore e ai sintomi ossessivo-compulsivi, così da creare una piccola lesione senza ricorrere a incisioni o all’impianto di dispositivi.
«Questo approccio ci permette di raggiungere un bersaglio molto piccolo in profondità nel cervello senza aprire il cranio o posizionare elettrodi», ha spiegato Mohamed Khattab, oncologo radioterapista presso l’Università del Sud della Florida e il Tampa General Hospital, che ha coordinato la ricerca.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Una tecnica da verificare
I 20 pazienti coinvolti presentavano una depressione resistente alle cure e avevano già affrontato percorsi con terapia cognitivo-comportamentale e diversi trattamenti farmacologici. Tra le opzioni ricevute in precedenza figuravano ketamina, stimolazione magnetica transcranica e terapia elettroconvulsiva.
La radiochirurgia stereotassica è stata utilizzata soprattutto nei casi gravi di disturbo ossessivo-compulsivo resistente, mentre il suo impiego contro la depressione è stato studiato meno. I dati saranno presentati al congresso annuale dell’American Society for Radiation Oncology, in corso a Boston; il prossimo passaggio sarà una sperimentazione su un gruppo più ampio di persone.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
Continua a leggere
Farmaci introvabili, il dato Aifa ridimensiona l’allarme: cosa succede
L’Agenzia italiana del farmaco fotografa le fragilità della filiera, ma segnala che nella maggior parte dei casi esistono sostituti o percorsi di importazione.
Esami e glicemia: nei futuri medici il picco arriva sotto stress
Un piccolo studio su 22 studenti senza diabete ha rilevato valori di glucosio più alti prima e durante una prova di biochimica.
Carne rossa e diabete: quel 63% legato a una molecola
Uno studio francese collega il Neu5Gc assunto con la carne a una maggiore probabilità di diabete di tipo 2, ma i risultati sono ancora preliminari.
Cilta-cel nel mieloma: 5 anni senza progressione per 1 paziente su 2
I dati a lungo termine della coorte iniziale di Cartitude-2 mostrano remissioni durature dopo una sola infusione e senza trattamento di mantenimento.