Dallo sport in ospedale alla vita di tutti i giorni: il piano del Bambino Gesù
A Palidoro bambini e ragazzi con disabilità hanno provato diverse discipline insieme a tecnici e campioni, con l’obiettivo di proseguire l’attività vicino a casa.
Portare l’attività sportiva oltre i confini dell’ospedale è il traguardo del percorso avviato dal Bambino Gesù con il Comitato Italiano Paralimpico. Alla sede di Palidoro, bambini e ragazzi hanno potuto testare discipline differenti, orientarsi verso quella più compatibile con capacità e interessi personali e ricevere supporto per continuare a praticarla sul territorio.
La giornata si è svolta nell’ambito dell’iniziativa “Lo sport in OPBG, insieme per tutti”, promossa dall’Unità Operativa Complessa Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. L’appuntamento ha permesso anche di fare il punto sui risultati del primo anno di collaborazione con il CIP e sugli sviluppi previsti.
Il percorso punta a crescere
Il progetto mira ad ampliare gradualmente l’offerta fino a circa 15 attività sportive adattate. Parallelamente, il numero dei partecipanti annuali dovrebbe passare da 60 a 250, mentre la quota di bambini e ragazzi che proseguono lo sport dopo il percorso ospedaliero è destinata a salire dal 30% al 50%.
A Palidoro l’équipe diretta da Gessica Della Bella unisce riabilitazione e pratica sportiva. Fisiatra, tecnico dell’Attività Fisica Adattata, terapista occupazionale, fisioterapista e tecnico sportivo seguono ciascun partecipante nella fase di esplorazione, aiutandolo a individuare la disciplina più adatta alle sue potenzialità e alle sue preferenze.
Il progetto “Lo sport proprio per tutti” si rivolge a bambine, bambini e adolescenti dai 3 ai 18 anni con disabilità intellettivo-motoria e relazionale, inclusi i disturbi dello spettro autistico. La prova diretta delle attività è considerata un passaggio essenziale, soprattutto per chi incontra ostacoli economici, strutture non accessibili o una disponibilità insufficiente di attrezzature e personale specializzato.
Dalle prove in sede alle società locali
Una volta scelta l’attività, il Bambino Gesù favorisce il contatto con le realtà sportive presenti vicino alla residenza della famiglia. In questo modo l’esperienza iniziata durante la riabilitazione può trasformarsi in una pratica regolare, inserita nella vita quotidiana e sostenuta da relazioni e occasioni di partecipazione.
«Lo sport non deve fermarsi alle porte dell’Ospedale», ha spiegato Gessica Della Bella, responsabile dell’Unità Operativa Complessa Day Hospital Neuroriabilitazione e Attività Sportiva Adattata. L’obiettivo, ha aggiunto, è accompagnare ogni bambino dalla sperimentazione iniziale a un’attività stabile vicino a casa, valorizzando autonomia, inclusione e capacità individuali.
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Nella sede sono disponibili spazi dedicati, tra cui “L’Isola di Carlo”, campo per il basket adattato inaugurato nel 2023, e una pista destinata alla prova degli ausili sportivi. Qui è possibile sperimentare anche biciclette adattate e frame runner.
Calcio, baskin e incontri speciali
Nel corso dell’appuntamento sono state proposte diverse attività: calcio a 5, baskin, tennistavolo, tiro con l’arco e calcio balilla. I partecipanti hanno lavorato insieme agli operatori dell’ospedale e ai tecnici del Comitato Italiano Paralimpico.
Alla giornata hanno preso parte Domiziana Mecenate, nuotatrice paralimpica e medaglia d’oro ai Campionati Europei 2026, e Valerio Di Cocco, vicecampione italiano di parakarate. Entrambi hanno raccontato ai ragazzi il proprio rapporto con lo sport e l’esperienza maturata nelle competizioni.
Era presente anche Daniele Garozzo, campione olimpico di fioretto individuale a Rio 2016 e medaglia d’argento a Tokyo 2020, oggi medico in formazione nella Medicina dello Sport del Bambino Gesù. Nel 2024, a pochi mesi dai Giochi di Parigi, un problema cardiaco rilevato durante un controllo lo ha portato a concludere l’attività agonistica a 31 anni; prosegue però il suo impegno nella scherma come componente del Consiglio Federale della Federazione Italiana Scherma.
«Lo sport adattato può dare tantissimo, non solo sul piano fisico, ma soprattutto nelle relazioni e nelle amicizie», ha detto Garozzo ai partecipanti. L’iniziativa ha visto inoltre la presenza di Ugo Giordano, responsabile dell’Unità Operativa Semplice Medicina dello Sport e Ipertensione Arteriosa del Bambino Gesù, e di Giuseppe Andreana, presidente del CIP Lazio, insieme ai tecnici del Comitato.
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